Napoli – Tornano tensioni e polemiche a Largo Maradona, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dove l’area che ospita il celebre murale dedicato a Diego Armando Maradona sarà nuovamente chiusa al pubblico. A comunicarlo sono gli stessi proprietari del suolo, attraverso una nota diffusa sui canali social ufficiali.
La vicenda prende avvio il 14 ottobre 2025, quando il Servizio Autonomo Polizia U.O. Avvocata ha posto i sigilli a due unità mobili dotate di licenza ambulante itinerante. Il successivo 20 ottobre, su sollecitazione del presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola, si è svolta una riunione con rappresentanti dell’Amministrazione comunale – tra cui il direttore generale Pasquale Granata, l’assessore Teresa Armato, la dirigente del SUAP Antonietta Rubino e funzionari dell’Urbanistica – per individuare una soluzione che garantisse sia la fruibilità dell’area sia la continuità delle attività commerciali.
In quell’occasione, si era convenuto che i proprietari privati avrebbero concesso al Comune l’uso pubblico dello spazio, assumendosi anche l’onere della riqualificazione urbanistica. Agli operatori delle due unità mobili sarebbe stata riconosciuta la trasformazione delle licenze itineranti in postazioni fisse.
Nella stessa nota, i proprietari contestano l’illegittimità dei verbali di sequestro, sostenendo che le unità mobili fossero “provviste di regolare licenza ambulante itinerante” e che, proprio per questo, sia stato presentato ricorso amministrativo per la revoca in autotutela. Nel frattempo, è stato incaricato l’architetto Giuseppe Klain di redigere un progetto di riqualificazione, già approvato dalla Soprintendenza e in attesa di essere presentato al Servizio Urbanistico e all’Edilizia Privata del Comune.
I proprietari ricordano come, il 29 ottobre, il sindaco Gaetano Manfredi abbia visitato Largo Maradona invitando ad accelerare l’iter della riqualificazione e assicurando supporto per il proseguimento delle attività commerciali sospese.
Tuttavia, a distanza di quasi due mesi, lamentano l’inerzia dell’Amministrazione comunale: nonostante gli impegni assunti, nulla sarebbe stato fatto per consentire la ripresa delle attività. Per questo, annunciano che dal ponte dell’Immacolata in poi, e fino a quando non arriveranno rassicurazioni concrete, l’area verrà chiusa in forma di protesta, rendendola non fruibile al pubblico.
Una decisione che riaccende il dibattito su una delle zone simbolo della città, meta quotidiana di residenti e turisti.



