
Napoli, 10 dicembre 2025 – Presentato a Giugliano in Campania, al Caveau14, 021, lo spumante metodo classico di Podere 1925, prodotto da uve falanghina del beneventano, attentamente selezionate e raccolte nell’ultima settimana di agosto, viene vinificato e, completata la presa di spuma, imbottigliato dopo quattro mesi.
È toccato alla giornalista Antonella Amodio guidare gli addetti ai lavori alla scoperta di 021, svelando il perché del nome apparentemente criptico e illustrandone la nuova veste grafica, chiara e immediatamente leggibile attraverso l’uso della lamina in oro. L’etichetta preziosa e stilizzata celebra infatti la nascita della piccola Serena, figlia di Raffaele Di Maro – intervenuto in rappresentanza dell’azienda e della famiglia- e Flavia, finalmente arrivata nel 2021. Una famiglia che si è fatta azienda. Fondata nel 1956 da Vincenzo Di Maro, nato cento anni fa, nel 1925, vede oggi in prima linea la terza generazione, con i nipoti Amalia, Stefania e Raffaele, ancora validamente sostenuti da papà Nicola e mamma Angelina.
Una epopea familiare che nasce dalla passione per il vino e per le cose ben fatte. Una cifra aziendale che è cresciuta e si è consolidata nel tempo, passando dalle iniziali vinificazioni artigianali alla meticolosa selezione supportata da grande ricerca che ha prodotto, negli anni, vini sfusi di pregio, assolutamente non inferiori a quelli in bottiglia. I passaggi successivi, con importanti investimenti in tecnologia e strutture, non hanno rinnegato questo carattere distintivo, espressosi al meglio nel 2016 con le prime etichette imbottigliate.
Dopo solo due anni, nel 2018, ad Aglianico e Falanghina si sono aggiunti Greco, Fiano, Primitivo, Rosato e Falanghina spumante metodo Charmat. Una proposta ampia e qualificata cui si sono affiancate le due DOP Campi Flegrei, Piedirosso e Falanghina, a suggellare il rapporto intenso della famiglia Di Maro con la terra ardente.
Con 021, Podere 1925 ha voluto portare l’asticella ancora più in alto, affrontando la sfida del Metodo Classico millesimato. Ne è venuta fuori una vera e propria chicca: millecinquecento bottiglie di uno spumante dal perlage persistente, impreziosito da venature dorate nel giallo paglierino. È toccato a Gianluca Tommaselli, enologo che affianca la produzione di Podere 1925 sin dal 2016, illustrarne le caratteristiche tecniche e organolettiche. Sono così emerse chiare al naso le note di nocciola tostata e di scorza di pane, arricchite in bocca da una vivace mineralità e buona acidità a completare uno spumante che, a dispetto dell’assenza di residuo zuccherino, si rivela morbido e cremoso.





