Napoli – Si è concluso con una condanna a 24 anni e 6 mesi di reclusione il processo davanti alla Corte di Assise di Napoli per l’omicidio di Domenico Esposito, il 28enne ucciso a coltellate nel 2023 nel parcheggio del centro commerciale Vulcano Buono. Per il delitto è stato riconosciuto colpevole Emanuele De Luca, vigilante coinvolto nella lite sfociata nell’aggressione mortale.

La lettura della sentenza è stata accompagnata da forti tensioni davanti all’aula del tribunale. La madre della vittima, rivolta ai familiari del condannato, ha espresso tutto il suo dolore: «Io mio figlio l’ho perso, voi tra 24 anni lo riavrete. È un’ingiustizia». Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, tutto sarebbe nato da una ruota bucata trovata dalla sorella della vittima nel parcheggio del centro commerciale. La giovane si sarebbe rivolta a uno dei custodi presenti, ricevendo una risposta ritenuta sgarbata. A quel punto avrebbe chiamato il padre e il fratello, Domenico Esposito, che una volta giunti sul posto avrebbero rivolto invettive contro un giovane vigilante, scambiandolo per l’addetto con cui la ragazza aveva avuto il diverbio.

La discussione è rapidamente degenerata. In un clima sempre più teso, Emanuele De Luca avrebbe sferrato il fendente fatale, colpendo il 28enne. Domenico Esposito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Pietà, dove è deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Subito dopo l’accoltellamento, il vigilante si sarebbe recato in un hotel nelle vicinanze, chiedendo alla reception di avvisare le forze dell’ordine e dichiarando di aver colpito una persona. Un elemento che è stato acquisito agli atti del processo.

La sentenza della Corte di Assise chiude il primo grado di giudizio su una vicenda che ha profondamente segnato le famiglie coinvolte e l’opinione pubblica, lasciando dietro di sé una scia di dolore e rabbia per una lite banale trasformata in tragedia.