
Il blitz dei carabinieri svela richieste milionarie ai danni di un commerciante. Un’operazione dei carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Capua ha portato all’esecuzione, lo scorso 19 dicembre a Pignataro Maggiore, Napoli e Luisago (in provincia di Como), di un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di sei persone. Il provvedimento è stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e riguarda soggetti gravemente indiziati di estorsione tentata e consumata, aggravata dal metodo mafioso. Gli indagati sono ritenuti esponenti dell’associazione camorristica denominata Ligato-Lubrano, operante nell’alto e medio Casertano, e avrebbero agito ai danni di un gioielliere locale.
Le indagini, che coprono un arco temporale che va dal 2008 al 2025, hanno ricostruito reiterate richieste estorsive, con la vittima costretta a consegnare preziosi per un valore complessivo stimato in circa 70.000 euro. Nel corso del 2025, gli indagati avrebbero tentato una nuova estorsione, avanzando richieste di gioielli e un orologio Rolex del valore di circa 30.000 euro. La resistenza opposta dal gioielliere avrebbe portato gli inquirenti a documentare il proposito del sodalizio criminale di mettere in atto una azione ritorsiva violenta, programmata prima delle festività natalizie, con l’intento di ottenere ulteriori 50.000 euro e altri preziosi.
Le attività investigative hanno portato a perquisizioni personali, domiciliari e veicolari: in una delle abitazioni è stata sequestrata la somma di 6.600 euro in contanti, di dubbia provenienza, mentre in un’altra sono stati trovati 17 chilogrammi di polvere da sparo, un pugnale da 20 centimetri e un tirapugni. Al termine dell’operazione, cinque indagati sono stati portati presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE), mentre il sesto è stato associato presso la Casa Circondariale di Como. I Giudici per le indagini preliminari dei rispettivi Tribunali hanno convalidato alcuni fermi e applicato la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati. Si ricorda che i provvedimenti eseguiti sono cautelari in sede di indagini preliminari e che i destinatari sono considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.




