Stavano progettando una spedizione punitiva nei confronti del professionista ne settore di preziosi che dopo 17 anni di estorsioni li ha denunciati. Un vecchio debito di famiglia, un’estorsione che durava da 17 anni, l’organizzazione di un pestaggio anche con l’utilizzo di una pistola. Sono alcuni dei retroscena dell’operazione dei carabinieri della compagnia di Capua coordinati dalla Dda di Napoli che hanno portato all’arresto di 6 fedelissimi del clan Ligato-Lubrano accusati di estorsione tentata e consumata in concorso aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Giovanni Di Gaetano detto Giannino o’ napulitan , 65enne di Pastorano;Luigi Messuri, 54enne di Pastorano; Michele Del Core, 40enne di Capua ma residente a Napoli; Lorenzo Lubrano , 41enne di Piagnataro Maggiore figlio del boss Raffaele Lubrano ucciso in un agguato di camorra nel 2002; Graziano Insidioso, 59enne di Pastorano fermato a Como; Pasquale Veltre, 60enne di Pastorano.
Secondo il sostituto procuratore Maria Laura Lalia Morra della Dda di Napoli, il gruppo avrebbe preso di mira il gioielliere G.B., con due esercizi commerciali a Vitulazio e Pignataro Maggiore per via di un vecchio debito contratto negli anni ‘90 dal padre del professionista con Giovanni Di Gaetano. Si sarebbe poi servito degli ‘amici’ per riscuotere di volta in volta il debito. Il credito vantato da Giannino o’ Napulitan era di 50mila euro e 1 kg di oro. Alla morte del padre, il fedelissimo del clan ha iniziato ad esigere la richiesta estorsiva dal 2008 in poi. Con cadenza mensile tramite il tramite di Graziano Insidioso, Giannino si faceva consegnare denaro e qualche monile.
Il colpo di scena avviene a gennaio del 2025 quando Di Gaetano nell’ennesima riscossione del presunto debito in gioielleria ha preteso un braccialetto di diamanti e un orologio Rolex d’or del valore di 30000 euro. Il professionista stanco di subire ha rifiutato le richieste di Giannino che offeso, dopo aver lanciato il braccialetto e il Rolex sul bancone uscì dal negozio. Dopo pochi giorni si presentò nell’esercizio commerciale di Pignataro Maggiore Lorenzo Lubrano, con vesti da ‘paciere’ cercando di trovare un accordo con il gioielliere intercedendo per l’amico Giannino. Il professionista si rifiutò. Dopo pochi giorni ricevette la visita di Pasquale Veltre che cercò di organizzare un incontro con Di Gaeatano chiarificatore a casa di Giannino. Il rifiuto del gioielliere fu netto.
Il professionista temendo che a seguito dei suoi rifiuti a Di Gaetano potesse capitargli qualcosa di male denunciò l’accaduto ai carabinieri. Ha raccontato ai militari, “io non sapevo all’inizio del debito di mio padre e neppure sapevo di quanto fosse ma sapendo chi era Di Gaetano ho pagato. Nel corso degli anni però mi sono stancato e quando mi ha richiesto il braccialetto e l’orologio ho detto basta”. La vittima avrebbe consegnato al sodalizio criminale oggetti preziosi per un valore complessivo stimato in circa 70.000 euro. Avviate quindi le indagini dalla denuncia della vittima è emerso che Di Gaetano e i suoi amici stessero organizzando un pestaggio anche con l’utilizzo di armi per intimorire il gioielliere, pagare l’affronto subito e convincerlo a pagare di nuovo. Azione ritorsiva che si sarebbe dovuta attuare prima delle festività natalizie, al fine di costringerlo a versare un’ulteriore somma di denaro pari a circa 50.000 euro, oltre a ulteriori preziosi. Piano saltato grazie all’intervento dei carabinieri.
Nel corso dell’attività investigativa a casa di Giovanni Di Gaetano i militari hanno trovato la somma di 6.600, appallottolata in banconote da 50 euro occultata nei cassetti. Invece a casa di Pasquale Veltre, i carabinieri hanno trovato 17 chilogrammi di polvere da sparo, un pugnale con lama di circa 20 centimetri e un tirapugni. Giovanni Di Gaetano, Luigi Messuri, Pasquale Veltre, Michele Del Core, Lorenzo Lubrano sono stati associati presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, mentre Graziano Insidioso è stato associato presso la casa circondariale di Como.





