Nel giorno del suo settantesimo compleanno, la dottoressa Mariarosaria Sestito, medico di famiglia, ha compiuto un intervento decisivo che ha salvato la vita a un suo paziente affetto da una grave forma di polmonite. Un gesto di straordinaria professionalità e dedizione, avvenuto mentre avrebbe potuto essere già in pensione, ma aveva scelto di proseguire il servizio per continuare a seguire i propri assistiti.

Il primo allarme risale al 5 gennaio, quando il paziente, un uomo di oltre 50 anni con fragilità pregresse, era stato visitato a domicilio. La dottoressa aveva riscontrato una compromissione respiratoria e sospettato una broncopolmonite, avviando immediatamente la terapia e prescrivendo una radiografia toracica, che inizialmente non aveva evidenziato complicazioni gravi.

Dopo l’Epifania, però, le condizioni dell’uomo sono improvvisamente peggiorate. Richiamata con urgenza, la dottoressa Sestito si è recata nuovamente a casa del paziente, trovandolo in condizioni critiche: la saturazione dell’ossigeno era scesa a 74, un valore potenzialmente fatale. È stato immediatamente allertato il 118 con codice rosso.

All’arrivo dei soccorsi, constatato che l’ambulanza non era medicalizzata, la dottoressa ha deciso di salire a bordo e accompagnare il paziente in ospedale. Durante il trasporto si è reso necessario un intervento salvavita con la somministrazione urgente di cortisone e ossigeno ad alti flussi. Grazie a questa presenza costante, l’uomo è arrivato vivo al Pronto Soccorso e oggi si sta lentamente riprendendo.

L’episodio assume un valore ancora più significativo considerando che la dottoressa Sestito aveva raggiunto l’età pensionabile, ma aveva scelto di restare in servizio per non lasciare i propri pazienti. Una scelta che si è rivelata decisiva.

A commentare l’accaduto è stato anche Silvestro Scotti, segretario generale della FIMMG, che ha sottolineato come l’intervento rappresenti l’essenza della medicina di famiglia: vicinanza, tempestività e umanità, elementi che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte.