Il gruppo capeggiato dall’imprenditore Piccolo poi divenuto collaboratore di giustizia. Diventa definitiva la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli nei confronti di sei imputati coinvolti in un’inchiesta sulle estorsioni del clan Piccolo-Letizia di Marcianise. La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato le condanne inflitte nei confronti di Gaetano Monica, Pasquale Regino, Antonio Ottavio Sorbo, Amedeo Belvisto, Salvatore Letizia e Agostino Piccolo, l’imprenditore ritenuto reggente della cosca e diventato collaboratore di giustizia. Con la pronuncia della suprema corte la condanna è diventata esecutiva. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Domenico Esposito, Pasquale Barbato, Francesco Liguori e Mirella Baldascino.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda, dopo i numerosi arresti che avevano decapitato il clan Piccolo-Letizia, storicamente rivale dei Belforte per il predominio criminale nell’hinterland di Marcianise, alla guida del sodalizio ci sarebbe stato Agostino Piccolo che avrebbe dato indicazioni ai suoi scagnozzi sui commercianti da sottoporre a estorsione. In un caso, il gruppo criminale avrebbe anche fatto ricorso a intimidazioni con spari contro la serranda di una concessionaria di auto.