
I malintenzionati hanno distrutto la finestra ed è scattata la denuncia sui social. Avrebbero agito nel cuore della notte. Un gesto che qualcuno potrebbe liquidare come una semplice bravata, ma che, come spesso accade, lascia dietro di sé ombre più profonde e inquietanti. Ignoti hanno preso di mira l’istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini”, in via Avezzana a Santa Maria Capua Vetere, vandalizzando la finestra di un’aula. La notizia è emersa nella mattinata di domenica, quando una commerciante della zona ha segnalato l’accaduto attraverso i social network, attirando immediatamente l’attenzione di genitori e residenti. La risposta del personale scolastico non si è fatta attendere. “L’atto vandalico è avvenuto molto probabilmente questa notte, quindi fino a stamattina non ne eravamo a conoscenza – hanno spiegato dalla scuola –. Ci siamo già attivati e stiamo intervenendo per la messa in sicurezza e per tutto quanto di nostra competenza. Grazie per la segnalazione”.
Prima ancora del chiarimento ufficiale, tra alcuni genitori aveva iniziato a diffondersi la preoccupazione. Quando si tratta della sicurezza dei figli, anche un episodio apparentemente circoscritto può alimentare timori e allarme. Pochi minuti dopo è arrivata un’ulteriore precisazione dalla direzione dell’istituto: “Abbiamo transennato l’area e messo subito la zona in sicurezza. Fortunatamente la rottura non riguarda le aule e il vetro non è caduto all’interno dell’edificio, anche perché la finestra è protetta da un secondo vetro. È intervenuta tempestivamente anche la ditta di manutenzione, che provvederà al ripristino”. Dal punto di vista operativo, dunque, la situazione è stata rapidamente riportata sotto controllo e non si sono registrati pericoli per studenti e personale. Eppure, l’episodio non si esaurisce nella cronaca di una finestra infranta. A restare è un senso diffuso di insicurezza, che coinvolge chi vive quotidianamente la scuola: bambini, insegnanti e famiglie.
Una sensazione che, secondo diversi genitori, non riguarda solo l’istituto, ma si inserisce in un clima di tensione percepita da tempo nella zona di via Avezzana e, più in generale, in città. Le domande si moltiplicano: chi ha agito e con quale intenzione? Si è trattato davvero di un gesto isolato o del segnale di un disagio più profondo che attraversa il quartiere? Tra le transenne e il vetro infranto, l’istituto “Rita Levi Montalcini” resta comunque un presidio di comunità, simbolo della quotidiana resistenza di chi lavora per garantire serenità e sicurezza ai più giovani. Ma l’eco di quella notte non si spegne facilmente. Tra indignazione e apprensione, cresce la consapevolezza che anche un gesto apparentemente piccolo può scuotere un’intera città. E mentre i bambini tornano in classe, accompagnati dagli sguardi vigili dei genitori, resta sospesa una domanda che pesa nell’aria: chi sarà il prossimo a lasciare un segno nel silenzio della notte?




