Messa in sicurezza conclusa alle discariche pubbliche di Parco Saurino 1 e 2 nel comune di Santa Maria la Fossa (Caserta). Si tratta di uno degli interventi più rilevanti di risanamento ambientale realizzati su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica da Sogesid S.p.A., la Società di ingegneria ambientale dello Stato, nel cuore della Terra dei Fuochi. Un’operazione da poco più di sei milioni di euro che ha restituito l’area alla collettività, e che è stata illustrata al Centro di Educazione Ambientale Pio La Torre, gestito a Santa Maria la Fossa, su un bene confiscato al capoclan dei Casalesi Francesco Sandokan Schiavone, dal Consorzio Agrorinasce. “Le istituzioni ci sono e si prendono cura del territorio, e queste bonifiche sono uno strumento fondamentale per ricostruire la fiducia dei cittadini nello Stato e nel futuro e riaffermare la cultura della legalità” dice il presidente di Sogesid Roberto Mantovanelli.
Finalmente soddisfatto anche il sindaco di Santa Maria la Fossa Nicolino, che ricorda il “disastro avvenuto in questo territorio, quando oltre alle discariche Parco Saurino 1 e 2 furono aperte durante il periodo dell’emergenza rifiuti nei primi anni duemila anche il sito di trasferenza di Ferrandelle e il sito di ecoballe di Pozzo Bianco. Lo Stato con noi è stato un po’ inclemente, ma oggi con la fine di questa messa in sicurezza ha innestato una marcia in più. Il nostro desiderio è tornare al periodo in cui questa era terra di aziende agricole e allevamenti. Questa era ed è la nostra vocazione”. L’intervento di messa in sicurezza permanente, riguardante una superficie di circa 100.000 metri quadrati (eseguito dalla Società Edil Moter) dove sono stati smaltiti oltre 20 milioni di metri cubi di immondizia, è stato sviluppato con la realizzazione di un capping multistrato, di sistemi di captazione e combustione del biogas e di interventi di rinaturalizzazione e recupero paesaggistico; un intervento che chiude definitivamente una delle più gravi ferite ambientali del territorio, trasformando un luogo simbolo di illegalità e degrado in un modello di rigenerazione ambientale e istituzionale, la cui gestione è in capo oggi alla Società Gisec S.p.A.
“Il messaggio che vogliamo dare – ha affermato Vannia Gava, Vice Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – è che lo Stato è presente anche nei territori più fragili. Le bonifiche sono un investimento sul futuro, sulla qualità della vita e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Su questa strada il Ministero continuerà a lavorare”. Per il Commissario unico alle Bonifiche Giuseppe Vadalà, “Parco Saurino rappresenta un esempio virtuoso di come la sinergia tra istituzioni, strutture tecniche e territorio possa produrre risultati concreti. Qui non parliamo solo di messa in sicurezza di una discarica storica, ma di un intervento che segna un cambio di passo nella gestione delle eredità ambientali del passato”. Per Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali, “l’esperienza del Parco Saurino dimostra che, anche nei contesti più complessi, è possibile passare dall’emergenza alla messa in sicurezza quando c’è una chiara responsabilità istituzionale e un forte coordinamento tra Stato ed enti locali.
La sfida oggi è trasformare le bonifiche in un’opportunità di legalità, tutela della salute e sviluppo per i territori”. Errico Stravato, Amministratore Delegato di Sogesid, sottolinea che “questi interventi confermano il ruolo di Sogesid come braccio tecnico dello Stato nelle bonifiche più complesse. Abbiamo applicato soluzioni tecnologiche avanzate e sostenibili per garantire la sicurezza ambientale e creare le condizioni per una nuova destinazione del sito”.




