«Continuerò a guidare questa città e a difendermi nelle sedi opportune, con serenità e fiducia nel lavoro della Magistratura». Con queste parole Pasquale Marrandino, sindaco di Castel Volturno, ha rotto il silenzio a 48 ore dal nuovo ciclone giudiziario che lo vede coinvolto, affidando a un lungo comunicato pubblicato sul suo profilo Facebook la sua posizione politica e personale.

Il primo cittadino rilancia e chiarisce di non avere alcuna intenzione di dimettersi, ribadendo la propria innocenza e la convinzione di poterla dimostrare nel corso dei procedimenti giudiziari. Nel suo intervento Marrandino individua inoltre negli esponenti dell’opposizione cittadina i responsabili del danno d’immagine che, a suo dire, Castel Volturno starebbe subendo a seguito delle inchieste. Il riferimento, seppur non esplicito, è all’indagine per presunto voto di scambio, nata da denunce presentate durante la campagna elettorale da avversari politici.

A rendere noto all’epoca di aver sporto denuncia contro ignoti furono l’ex sindaco di Fratelli d’Italia Luigi Petrella e il consigliere comunale Antonio Luise. La vicenda si inserisce nella profonda spaccatura che aveva attraversato il centrodestra locale prima delle elezioni, con Forza Italia che ritirò assessori e consiglieri dalla giunta e sostenne poi la candidatura di Marrandino, eletto sindaco al ballottaggio contro Anastasia Petrella, espressione dell’area progressista.

Le indagini, avviate dopo l’insediamento della nuova amministrazione a fine giugno 2024, hanno avuto una prima svolta lo scorso 9 dicembre con l’iscrizione del sindaco nel registro degli indagati per una presunta ipotesi di corruzione nel settore dei rifiuti. Venerdì scorso è arrivata la chiusura delle indagini preliminari sul presunto voto di scambio, seguita poche ore dopo dall’avvio di una terza inchiesta, ancora per ipotesi corruttive.

Nel comunicato Marrandino sottolinea di non aver mai messo in discussione l’operato di magistratura e forze dell’ordine: «È così che funziona uno Stato di diritto. Dopo mesi di approfondimenti investigativi sono emersi aspetti amministrativi sui quali forniremo ogni chiarimento necessario con il supporto dei legali e della documentazione». Secondo il sindaco, si tratterebbe di passaggi fisiologici di un’indagine complessa, che affonderebbe le sue radici in una battaglia politica portata avanti da una ristretta cerchia di soggetti incapaci di accettare l’esito delle urne.

Non si sono fatte attendere le repliche. L’ex sindaco Luigi Petrella ha rivendicato la scelta di denunciare: «Ho agito nell’interesse della legalità. Se qualcuno ritiene di essere stato danneggiato dalle mie azioni, mi quereli». Più dura Anastasia Petrella, che ha definito grave il tentativo di delegittimare le denunce: «In uno Stato di diritto denunciare non è una colpa. Spostare l’attenzione su chi segnala e non sui fatti rischia di creare un clima pericoloso e di indebolire la fiducia nelle istituzioni».

La partita politica e giudiziaria resta dunque aperta, mentre Marrandino ribadisce la volontà di andare avanti alla guida della città.pubblicita' 880