Nel novembre 2025, il governo italiano ha reso obbligatoria la verifica dell’età per accedere ai siti con contenuti pornografici. Prima, i siti web e le piattaforme avevano solo l’autocertificazione con clic “Ho più di 18 anni”, ora gli utenti devono fare la verifica con sistemi certificati come la foto o la copia del documento d’identità. L’obiettivo della norma é la protezione dei minorenni e la tutela della privacy, come succede giá in Francia, Germania e nel Regno Unito, dove l’Online Safety Act include requisiti di verifica come l’ID, selfie e i dati bancari. 

Circa il 40% degli italiani fruisce regolarmente di contenuti di pornografia, tanto che l’Italia é tra i primi 10 paesi al mondo per consumo, mentre il primo sono gli Stati Uniti. Il primo in Europa? La Francia, seguita da Germania, Italia e Spagna. Il consumo online é in crescita in tutto il mondo e le fasce di etá più attive sono quelle tra i 18 e i 34 anni, con le normative che proteggono gli utenti minorenni in tutta Europa. 

Sicuramente, il mercato dei contenuti erotici é cambiato con l’avvento della tecnologia e sempre più consumatori acquistano online sex toys come lo strapon e cercano connessioni (anche intime) digitali, spesso per cercare di portarle nel “mondo reale.”

Al momento del loro debutto, le dating app (le app di appuntamenti) erano una vera novitá, una rivoluzione nel mondo delle relazioni personali. Ora sono diventate la norma e non sono mai passate di moda. Tinder, Bumble e Hinge dominano ancora il settore in tutto il mondo e, solo nel 2024, Tinder contava oltre 50 milioni di utenti attivi e oltre 6,1 milioni di download mensili. Anche gli italiani usano le dating app e nuovi protagonisti debuttano sul mercato ogni anno. 

Tra le app di incontri più apprezzate dagli utenti ci sono anche Meeters, creata per gli over 40, e Facebook Dating, definita come a “chilometro zero” e connessa direttamente al proprio account social. 

Sicuramente, dai tempi del debutto di Tinder nel 2012, la tecnologia dell’intero settore è cambiata. Se, nel 2012, il sistema dello “swipe” e del “match” erano innovativi, ora è l’intelligenza artificiale (IA) a fare la vera differenza. Ci sono i chatbot che funzionano come dei partner virtuali, come Replika, un chatbot che è capace di creare interazioni intime, dare risposte intelligenti e, nel tempo, creare una conversazione profonda e personalizzata. Con le app che usano IA, gli utenti possono creare un partner su misura con la sua personalità, un’età specifica, interessi simili e tono di voce. 

Ci sono poi i sex toys controllati da IA, che permettono di sincronizzare video e contenuti digitali e di avere un controllo da remoto. Lo scopo di sviluppatori e aziende del settore é di creare interazioni, intime e non, che sembrano sempre più reali. Certo, non mancano i rischi. Primo fra tutti quella della privacy e della sicurezza online, che é anche una delle motivazioni che ha spinto la normativa italiana di novembre 2025.

Gli utenti, di ogni etá, sono consapevoli che app e siti possono essere vulnerabili. Cosí come i chatbot possono  generare contenuti inappropriati, senza un vero sistema che li controlli. Furto di dati personali, tracciamento, catfishing e condivisione non consensuale dei contenuti sono dei rischi reali. 

Per questo, l’Unione Europea ha creato il Regolamento sulla privacy, anche conosciuto come GDPR. Questo regolamento obbliga le app a chiedere il consenso esplicito per il trattamento dei dati, a notificare le violazioni e dá all’utente la possibilitá di cancellare tutti i dati. Non tutte le piattaforme sono conformi al GDPR, ma ce ne sono alcune che stanno testando l’uso dell’IA per rilevare profili falsi in tempo reale e controllare contenuti offensivi.