I protagonisti sono due giovani entrambi residenti ad Alife, uno dei due originario di Dragoni. I fatti sono avvenuti a Genzano, non lontano da Roma. I due amici attuarono la classica truffa del finto carabiniere riuscendo a colpire una coppia di anziani coniugi. Il colpo non riuscì grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato intercettò, appena fuori paese, i due truffatori, arrestandoli. I fatti prendono vita a Genzano negli ultimi giorni dello scorso novembre 2025 quando Vittorio Fazzone (26 anni) e Samuele Zannino (22 anni) contattarono una coppia e spacciandosi per sottufficiali dei Carabinieri, misero in atto uno schema criminale ormai diffuso ma ancora purtroppo molto insidioso. Prima il contatto telefonico, studiato per generare ansia e confusione, poi il colpo finale messo a segno direttamente nell’abitazione delle vittime, due coniugi di 82 e 79 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano contattato telefonicamente la coppia sostenendo che la loro auto fosse stata utilizzata per un furto in un negozio. Una scusa usata per convincere la donna a raccogliere denaro e gioielli presenti in casa, fingendo la necessità di “verificarne la provenienza”. Contemporaneamente, avrebbero persuaso il marito a recarsi presso la stazione dei Carabinieri più vicina. È in quel momento che uno dei truffatori — travestito da militare — si presentò alla porta, riscuotendo l’intero bottino.

Appena rimasta sola, l’anziana intuì l’inganno e si precipitò al Commissariato di Genzano per sporgere denuncia; grazie alla descrizione dettagliata della vittima, i poliziotti ricostruirono la dinamica e allertarono la Polizia Stradale, ipotizzando che i due fossero già diretti verso Sud per rientrare in Campania. Poco dopo, una pattuglia della Polizia Stradale individuò un veicolo compatibile con le segnalazioni, che procedeva a forte velocità. L’auto fu fermata, la perquisizione del mezzo permise di scoprire i soldi e i gioielli sottratti alla coppia poche ore prima, per un valore complessivo di circa 50mila euro.
Fazzone e Zannino furono tratti in arresto, dopo l’udienza di convalida vennero scarcerati con obbligo di dimora in Alife, cioè nel comune di residenza. Fra pochi giorni saranno davanti al giudice di Velletri, competente per territorio, per essere processati con l’accusa di truffa aggravata.