
Nel cuore dell’Appennino abruzzese, ai piedi della celebre Rocca di Calascio, il turismo esperienziale cambia forma e diventa gioco, narrazione immersiva e innovazione sociale. È qui che il Giffoni Innovation Hub, in collaborazione con il Comune di Calascio, sta sperimentando un nuovo modello di valorizzazione territoriale capace di unire cultura, formazione internazionale e sviluppo locale. Il progetto, avviato sei mesi fa nell’ambito del PNRR “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, ha appena concluso una residenza creativa internazionale e si prepara alla seconda edizione di Innovation Playground, in programma dal 9 al 13 marzo 2026. Un percorso che sta trasformando Calascio in un laboratorio permanente di produzione culturale e innovazione applicata al turismo. Il territorio come esperienza immersiva . Cuore della residenza è stata la co-progettazione di un LARP (Live Action Role Playing), un gioco di ruolo dal vivo in cui i partecipanti interpretano fisicamente personaggi all’interno di una narrazione condivisa, muovendosi in spazi reali.
Non una semplice attività ludica, ma uno strumento di esplorazione e interpretazione del territorio. La Rocca di Calascio, il borgo storico e gli spazi pubblici del paese sono diventati scenografia viva di un racconto immersivo, dove storia, atmosfere e identità locale si intrecciano con linguaggi contemporanei. Quindici studenti internazionali dell’Erasmus Student Network (ESN L’Aquila), provenienti da Lituania, Albania, Libano, Iran, India, Pakistan, Kashmir, Rwanda, Spagna e Romania, hanno lavorato fianco a fianco con formatori specializzati presso il Convento di Santa Maria delle Grazie, struttura attrezzata per workshop e attività di co-design. Il progetto è stato sviluppato con il supporto di Chaos League, collettivo internazionale di designer attivo da oltre trent’anni, e con il contributo di esperti come Tancredi Farina (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio), Antonio Bucchiarone (Università dell’Aquila, esperto di gamification e sistemi digitali adattivi) e Fabio Viola, docente e curatore di cultura videoludica applicata ai contesti educativi e territoriali.
Gamification e turismo: un modello replicabile L’elemento innovativo del progetto è l’utilizzo della gamification esperienziale come leva per:
• valorizzare il patrimonio culturale;
• attivare processi di rigenerazione sociale;
• attrarre giovani pubblici nazionali e internazionali;
• generare nuovi format educativi replicabili in altri territori.
Il LARP ideato a Calascio non è pensato come evento isolato, ma come format attivabile con scuole, comunità locali e destinazioni turistiche interessate a raccontarsi in modo immersivo e partecipato. «Abbiamo scelto il LARP perché unisce gioco, narrazione ed esperienza diretta – spiega Luca Tesauro, presidente di Giffoni Innovation Hub –. Permette ai partecipanti di abitare i luoghi, ascoltarli e interpretarli, trasformando il territorio in uno spazio di apprendimento condiviso. È un’esperienza che dialoga con l’Europa e genera futuro partendo dalle persone e dai luoghi». Calascio come hub culturale dell’Appennino. Per un piccolo comune come Calascio, il progetto rappresenta un’evoluzione strategica dell’offerta turistica. Non solo meta iconica per paesaggio e cinema, ma piattaforma attiva di produzione culturale. «Questa iniziativa rafforza la capacità del territorio di accogliere esperienze di qualità e generare relazioni tra comunità locali e nuove professionalità – sottolinea il sindaco Paolo Baldi –. Giffoni Innovation Hub ha dimostrato di saper coniugare innovazione e vita del nostro piccolo comune».
Il prossimo banco di prova sarà la seconda edizione dell’Innovation Playground Festival, che a marzo 2026 coinvolgerà oltre 500 studenti delle scuole superiori e giovani creativi, consolidando Calascio come destinazione di turismo culturale contemporaneo. Un nuovo paradigma per le aree interne. Il caso Calascio dimostra come le aree interne possano superare la logica della sola fruizione paesaggistica per diventare spazi di sperimentazione creativa e partecipazione attiva. Qui il turismo non si limita a “visitare”, ma invita a interpretare, giocare, raccontare. Un modello che integra patrimonio, innovazione e comunità, trasformando un borgo dell’Appennino in un ecosistema culturale capace di parlare ai giovani e al mercato internazionale. E forse è proprio questa la nuova frontiera del turismo esperienziale: non offrire solo luoghi da vedere, ma storie da vivere.




