L’inchiesta della Procura di Lecce si chiude per molti con il rito alternativo, ma per Concetta Lettucci si aprirà il dibattimento l’8 giugno. Confiscati milioni di euro. Si chiude con 59 patteggiamenti e 13 rinvii a giudizio uno dei più rilevanti filoni investigativi sui crediti fiscali legati ai “bonus facciata”. La giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce, Maria Francesca Mariano, ha definito nei giorni scorsi la posizione della maggior parte degli imputati coinvolti nell’inchiesta “EasyBonus”, sfociata il 27 febbraio 2024 in 13 arresti e nel sequestro preventivo di circa 4 milioni di euro. Il procedimento, nato da indagini coordinate dalla Procura e condotte dalla Guardia di Finanza, ruota attorno a una presunta associazione per delinquere che avrebbe generato crediti d’imposta inesistenti per quasi 15 milioni di euro, attraverso false attestazioni di lavori di rifacimento facciate mai eseguiti. Crediti poi ceduti a Poste Italiane, dopo aver indotto in errore anche l’Agenzia delle Entrate. Secondo l’impostazione accusatoria, il denaro ottenuto dalla monetizzazione dei crediti fiscali sarebbe stato trasferito su conti correnti italiani ed esteri, intestati anche a soggetti terzi, per poi rientrare nella disponibilità di società riconducibili all’organizzazione attraverso operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio.

Tra i principali imputati figura Marcello Giorgio Monsellato, 49enne di Presicce-Acquarica, ritenuto dagli inquirenti a capo del sodalizio. Per lui è stato definito un patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a 6.535 euro di multa, convertiti in 1.920 ore di lavori di pubblica utilità, in relazione ai reati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio e violazioni tributarie. Tre le posizioni archiviate con sentenza di non luogo a procedere. Tra queste quella dell’imprenditore Orazio Preite, 41 anni, di Taurisano, prosciolto “per non aver commesso il fatto” su richiesta della stessa pubblica accusa. Accolta la ricostruzione difensiva secondo cui una movimentazione di denaro contestata era in realtà riferibile alla vendita documentata di un’autovettura. Prosciolto con la medesima formula anche un giovane studente universitario di Lecce, risultato estraneo alla gestione delle operazioni bancarie oggetto di indagine. Un terzo imputato è stato dichiarato non doversi procedere per intervenuto decesso.

Se la maggioranza ha scelto il rito alternativo, tredici imputati affronteranno il giudizio ordinario a partire dall’8 giugno. Tra loro spicca la posizione di Concetta Lettucci, 51 anni, residente a Capodrise, nel casertano. Per la 51enne si aprirà dunque il dibattimento davanti al Tribunale di Lecce, dove l’accusa dovrà dimostrare il suo eventuale coinvolgimento nel presunto sistema di frode fiscale e riciclaggio internazionale legato ai bonus edilizi. La scelta di non ricorrere a riti alternativi lascia presagire una linea difensiva orientata al confronto pieno in aula sulle risultanze investigative. Insieme a lei sono stati rinviati a giudizio altri dodici imputati provenienti da diverse province italiane, tra cui Avellino, Firenze, Savona e Lecce. Nel dispositivo, la giudice ha disposto la confisca delle somme ritenute provento delle attività illecite. Per gli imputati incensurati che hanno patteggiato, è stato riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena. L’inchiesta “EasyBonus” rappresenta uno dei casi più strutturati di presunta frode sui crediti fiscali edilizi nel Mezzogiorno, con ramificazioni su più territori e un articolato meccanismo finanziario che sarà ora oggetto di ulteriore scrutinio nel processo ordinario.