STUDIO LEGALE AVV. FRANCESCO PETRUZZI
Napoli, 28 marzo 2026
NOTA DI REPLICA
in risposta alla nota stampa dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Presidio Monaldi del 28 marzo
2026
La proposta stragiudiziale era riservata. Questo Studio ha rispettato quel vincolo: la lettera
aperta pubblicata nell’interesse della famiglia Caliendo Mercolino non conteneva alcun
riferimento agli aspetti tecnici, economici o negoziali della proposta — nessuna cifra,
nessuna condizione, nessun termine. Ciò che questa difesa ha scelto di rendere pubblico,
decorso inutilmente il termine assegnato, non è il contenuto della proposta: è il silenzio
dell’Azienda. È stata la stessa Azienda, nella nota odierna, a violare unilateralmente il vincolo
di riservatezza che ora invoca, rendendo pubblicamente noti quantum richiesto, data di
ricezione e qualificazione negoziale della comunicazione. Il vincolo di riservatezza è stato
infranto dal Monaldi, non da questa difesa.
La ricostruzione cronologica offerta dall’Azienda è inesatta e va rettificata. Questo Studio ha
trasmesso la proposta di bonario componimento via PEC, assegnando un termine di quindici
giorni. Decorso inutilmente quel termine — senza che l’Azienda producesse alcun riscontro,
nemmeno formale, nemmeno interlocutorio — il giorno successivo alla scadenza questo
Studio ha trasmesso una seconda PEC, datata 24 marzo 2026, sollecitando nuovamente un
incontro. È questa la PEC che l’Azienda presenta nella propria nota come una richiesta
«pervenuta dalla controparte», omettendo che si trattava del secondo sollecito di questo
Studio a fronte di un silenzio assoluto. Non vi è stata alcuna apertura dell’Azienda: vi è stato
un ulteriore silenzio, interrotto soltanto dalla presente nota stampa.
Il procedimento penale in fase di indagini preliminari non ha ad oggetto la vicenda di
Domenico nella sua interezza: ha ad oggetto la posizione di alcuni professionisti sanitari nei
loro specifici profili di responsabilità penale individuale. È un piano radicalmente distinto
dalla responsabilità civile della struttura ex art. 7 L. 24/2017, che è autonoma, non dipende
dall’esito penale e non può essere paralizzata da esso. Invocare le indagini a carico di singoli
sanitari per non rispondere a una proposta transattiva civile non è una giustificazione
giuridica: è una confusione concettuale — o una scelta deliberata.
Il passaggio più grave della nota aziendale riguarda le dichiarazioni asseritamente rese dai
signori Caliendo Mercolino. È fatto noto a questo Studio che la Direzione Generale del
Monaldi ha contattato direttamente la signora Patrizia, madre di Domenico, bypassando il
difensore e in assenza di qualsiasi comunicazione a questo Studio. Tale interlocuzione è
avvenuta parallelamente alla corrispondenza legale in corso. Quando l’Azienda ha scelto di
non dare seguito alla trattativa, la famiglia — nel pieno e confermato rapporto di fiducia con
il
proprio
legale
—
ha
coerentemente
scelto
di
non
proseguire
nemmeno
sul
piano
dell’interlocuzione diretta. Il tentativo operato nella nota odierna di scindere la posizione dei
genitori da quella del loro difensore, utilizzando a fini pubblici dichiarazioni ottenute in una
interlocuzione dalla quale il difensore era stato deliberatamente escluso, appare una condotta
artata e strategicamente orientata a delegittimare il mandato difensivo. Questo Studio la
rappresenterà nelle sedi deontologiche e giuridiche competenti. Il mandato conferito dalla
famiglia Caliendo Mercolino è stato conferito liberamente, consapevolmente, e rimane
pienamente operativo.
Questo Studio ha cercato il dialogo. Lo ha cercato con la proposta originaria. Lo ha
cercato con la seconda PEC a scadenza del termine. Lo ha cercato con la richiesta del 24
marzo. In tre occasioni documentate, l’Azienda non ha risposto. Non è questa difesa a
dover giustificare la propria condotta.
Avv. Francesco PetruzziDifensore della Famiglia Caliendo Mercolino
Napoli, 28 marzo 2026



