
Tre anni di latitanza, documenti contraffatti. Una falsa identità per sparire nel nulla. Ma il pomeriggio di ieri, durante un ordinario controllo alla circolazione stradale, la corsa di Vincenzo Nettuno, classe 1973, è arrivata al capolinea. I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Giugliano in Campania lo hanno fermato mentre era alla guida di un auto. Alla richiesta dei documenti, l’uomo ha giocato la sua prima carta. False generalità e la scusa di non avere con sé la patente di guida. Un classico tentativo di guadagnare tempo. I militari, però, non si sono lasciati convincere. L’atteggiamento nervoso, le risposte evasive: qualcosa non quadrava. È scattata così la perquisizione personale e del veicolo. Nascosti tra gli effetti personali, una patente di guida e una carta d’identità valida per l’espatrio. Documenti che, al momento del confronto con le banche dati delle Forze di Polizia, hanno tradito il loro segreto. La foto non corrispondeva. Entrambi, falsi.
Condotto in caserma e sottoposto a foto segnalamento, la verità è emersa senza più margini di dubbio. Quell’uomo era Vincenzo Nettuno, ricercato dal 2023, destinatario di un mandato di cattura esteso all’area Schengen. Sul suo capo pesava una condanna definitiva a oltre sette anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Per tre anni aveva fatto perdere le proprie tracce. Ieri pomeriggio, la partita è finita. All’arresto per la latitanza si è aggiunto quello in flagranza per possesso e uso di documenti di identificazione falsi. Un reato commesso nel disperato tentativo di restare nell’ombra che, invece, ha contribuito a portarlo alla luce.





