A Napoli, nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, gli attivisti di Potere al Popolo hanno affisso cartelli su alcune targhe stradali, rinominando simbolicamente le vie della città in memoria delle vittime di sfruttamento e dei morti sul lavoro.

L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sulle vertenze aperte in Campania. “Nella città del lavoro nero e dello sfruttamento, Napoli vuole il riscatto”, affermano, rivendicando una città che appartenga a chi lavora e sostiene le proprie famiglie.

Tra i nomi ricordati figurano Patrizio Spasiano, morto a 18 anni durante un tirocinio, Ciro Mennella, caduto da un’impalcatura, Giacomo Burtone, oltre a Yassine e Carmine, vittime di incidenti sul lavoro.

L’azione simbolica ha voluto includere anche i lavoratori coinvolti in vertenze e mobilitazioni, come quelli dell’ex Jabil, della Ferrero e della Celli Group di Pozzuoli, citati come esempi di lotta contro licenziamenti e condizioni lavorative difficili.

Secondo gli attivisti, l’iniziativa intende riportare al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza e dei diritti sul lavoro, attraverso un gesto simbolico che trasforma temporaneamente le strade in luoghi di memoria.