Trasformare i beni sottratti alla criminalità in luoghi di inclusione, cultura e legalità. È questo l’obiettivo di “Beni Confiscati Porte Aperte”, l’iniziativa promossa dal Comune di Napoli, dalla Fondazione Pol.i.s. e da Libera, presentata a Palazzo San Giacomo in occasione del trentennale della Legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Dal 18 al 22 maggio 2026, associazioni e cooperative del Terzo Settore apriranno alla cittadinanza i beni assegnati sul territorio napoletano con visite guidate, laboratori, workshop e incontri culturali.

L’iniziativa culminerà il 23 maggio, anniversario della Strage di Capaci, con una giornata dedicata alla memoria delle vittime delle mafie e all’impegno quotidiano per la legalità.

La presidente del Consiglio Comunale Enza Amato ha sottolineato come i beni confiscati rappresentino oggi “servizi, cultura e occupazione”, mentre l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu ha definito l’evento “un’operazione di trasparenza e consapevolezza”, ribadendo l’importanza di sostenere i progetti di riuso sociale.

Durante le giornate sarà inoltre possibile aderire alla campagna di Libera per chiedere che una quota del Fondo Unico di Giustizia venga destinata stabilmente alla rigenerazione dei beni confiscati.

All’iniziativa partecipano anche il referente regionale di Libera Mariano Di Palma, la Fondazione Pol.i.s. e il Servizio Beni Confiscati del Comune di Napoli.