
Napoli, 22 luglio 2026 – La Procura di Napoli ha inferto un duro colpo a un sistema di frode fiscale e riciclaggio internazionale. In queste ore i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo un sequestro preventivo di oltre 21 milioni di euro nei confronti di 16 società e dei loro rappresentanti legali.
Le indagini, coordinate dalla Sezione Criminalità Economica della Procura, hanno svelato un meccanismo sofisticato basato su fatture false nel settore del commercio di materiali ferrosi. Le società coinvolte avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo superiore ai 100 milioni di euro.
Le società “cartiere” emettevano fatture false a favore di aziende reali del settore ferroso. Queste ultime pagavano con bonifici bancari. Il denaro veniva poi trasferito all’estero su conti correnti stranieri. Infine, alle aziende italiane veniva restituito il contante, al netto di una commissione.
Grazie a questo schema, chi aveva denaro “sporco” poteva reintrodurlo legalmente nei circuiti finanziari e trasferirlo all’estero, mentre le imprese ottenevano indebiti vantaggi fiscali.
Secondo gli inquirenti, sono stati movimentati all’estero circa 134 milioni di euro, finiti principalmente in Germania, Irlanda, Cina e Danimarca, ma anche in Spagna, Lussemburgo, Bulgaria, Belgio e Paesi Bassi.
Le aziende coinvolte operano tutte nel commercio di materiali ferrosi e sono concentrate soprattutto in Campania, con presenze anche in Lombardia ed Emilia-Romagna. Le società cartiere mostravano chiari segnali di anomalia: nessuna sede operativa reale, assenza di dipendenti, operazioni incoerenti con l’attività dichiarata e rapporti concentrati su poche controparti.
In totale sono 31 le persone indagate per emissione e utilizzo di fatture false.
L’operazione di oggi si collega a un’inchiesta più ampia iniziata a gennaio, quando furono arrestate cinque persone della provincia di Napoli. Le indagini sono partite dalla segnalazione di movimenti sospetti sul conto di un semplice acconciatore napoletano.
I finanzieri del Nucleo Speciale di Roma, supportati dai Comandi provinciali di diverse città, hanno eseguito il provvedimento disposto dal Gip del Tribunale di Napoli.
La Procura precisa che gli indagati sono da ritenere innocenti fino a eventuale condanna definitiva e che i provvedimenti sono impugnabili.






