
Commemorazione delle 40 vittime del pullman precipitato, tra sopravvissuti e comunità unite dal dolore e dalla memoria. Monteforte Irpino e Pozzuoli si sono ritrovate nel Giardino della Memoria per ricordare, a tredici anni di distanza, le 40 vittime del pullman precipitato dal viadotto Acqualonga sull’autostrada A16 nella notte del 28 luglio 2013. Al centro della commemorazione, i sopravvissuti, le istituzioni e il dolore condiviso dalle due comunità. Ci sono date che non si cancellano. Il 28 luglio 2013 un pullman tornava a Pozzuoli. A bordo, pellegrini che avevano visitato i luoghi di Padre Pio. Sul viadotto Acqualonga, lungo l’autostrada A16, all’altezza di Monteforte Irpino, il mezzo precipitò. Quaranta morti. Tredici anni dopo, quel giorno si ricorda ancora, e si ricorda insieme. Le due comunità si sono ritrovate al Giardino della Memoria. Non è una cerimonia come tante. È un appuntamento che si ripete, quasi un dovere. Il sindaco di Monteforte Irpino, Fabio Siricio, lo ha detto senza troppi giri di parole: “Condividiamo con Pozzuoli un dolore che dura ormai 13 anni, sinvedere e ricordare quel giorno è davvero molto triste, però noi ci teniamo, e lo viviamo allo stesso modo dei cittadini di Pozzuoli”. C’erano sindaci, tanti. Il primo cittadino di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha provato a spiegare il senso di questo ritrovarsi ogni anno: “Il momento di ricordo è una promessa per ricordarle sempre e per ricordarle ogni giorno, e oggi siamo qui con tanti primi cittadini che portano il dolore delle loro comunità e si associano a quella di Pozzuoli”.
“Ero lì quella notte. Da Agente della Polizia di Stato intervenni insieme ai colleghi del Commissariato di Lauro, ai Vigili del Fuoco e ai sanitari del 118 dopo la tragedia del viadotto Acqualonga”, così il consigliere regionale Livio Petitto. “Facemmo tutto il possibile, ma per 40 persone non ci fu nulla da fare. Le immagini di quella sera impresse nella mente sono ricordi che, a distanza di 13 anni, non hanno mai smesso di accompagnarmi. Oggi, da Consigliere regionale, rinnovo il mio impegno affinché la sicurezza delle nostre infrastrutture e la prevenzione stradale restino una priorità assoluta. Da Acqualonga a Genova, ogni tragedia ci ricorda come ogni commemorazione deve tradursi ogni giorno in responsabilità, prevenzione e scelte concrete, perché nessun’altra famiglia debba conoscere un dolore così grande”. Poi i gesti, semplici. Una corona d’oro deposta. Un olivo piantato, che crescerà negli anni a venire, mentre la memoria di quella notte resterà uguale. Un momento di preghiera, con la benedizione del viceparroco Diego Antonio della Bella. Tra la folla, Arianna Adamo: la giovane è sopravvissuta a quell’incidente. Accanto a lei, come ogni anno, Emilio Matarazzo, vigile del fuoco, uno di coloro che quella notte del 2013 intervennero tra le lamiere.
Adamo ha dichiarato: “È un modo per ricordare tutte le vittime, e ogni anno siamo comunque qui per loro”. Poi, rivolta a Matarazzo, ha aggiunto: “Sì, anche lui è sempre presente”. Matarazzo ha commentato: “È impossibile dimenticare quella notte, ma ogni volta è sempre un piacere incontrare lei”. Adamo ha replicato semplicemente: “Anche per me. Grazie”. Poche parole, ma dicono più di un discorso lungo. Il sindaco Manzoni, ancora, ha ricordato quella notte, e chi diede una mano: “È una ferita che rimane ancora nella comunità puteolana, il ringraziamento va sempre alla comunità di Monteforte Irpino per gli aiuti che furono dati quella sera”. Ha aggiunto: “È stata una notte tragica, però ha unito due comunità”. Ha chiuso con una frase che vale più di ogni commento: “È giusto che ogni anno vengano ricordati, anche perché il ricordo rimarrà sempre, e con esso il dolore e la ferita, che non guariranno mai”.






