Il racconto: “Onde alte sei metri, è stato spaventoso”. La Farnesina al lavoro: “Sono 90 gli italiani nell’area”

Frana in Nepal con ‘gravi perdite’, Xi attiva massimi soccorsi

Una frana nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse in Tibet, sul lato nepalese, ha causato “gravi perdite” e persone disperse. Al momento non è stato diffuso un bilancio delle vittime. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dopo una frana verificatasi. Lo riferiscono Xinhua e People’s Daily.

‘341 stranieri dispersi da 26 Paesi’

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ente del Turismo del Nepal, risultano ancora disperse 403 persone, tra cui 61 nepalesi e 341 stranieri. Lo riporta la Bbc secondo cui tra i dispersi, 200 sono donne e 203 uomini. Secondo la Bbc, si ritiene che gli stranieri provengano da 26 Paesi diversi: dall’India risultano dispersi 133, dagli Stati Uniti 47 e dal Regno Unito 33. L’elenco, riportato dal quotidiano nepalese Republica, prosegue con 24 provenienti dal Canada e 19 dalla Malesia. La lista comprende inoltre cittadini di Bielorussia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Giappone e Filippine. Secondo l’Ente del Turismo, che cita tour operator, la maggior parte dei passeggeri era diretta a Mansarovar, vicino al confine tra India e Nepal.

Il racconto: ‘Onde alte 6 metri, è stato spaventoso’

Un pilota di elicottero che ha assistito dall’alto alla devastante alluvione lampo avvenuta oggi vicino al confine tra Cina e Nepal ha stimato che le onde fossero “alte dai cinque ai sei metri”. “Circa cinque minuti prima dell’atterraggio, abbiamo visto della polvere sollevarsi dal fiume”, ha raccontato Aman Budathoki alla Cnn. “In un primo momento sembrava una frana. Abbiamo persino ipotizzato che fosse l’esercito che usava esplosivi per costruire strade”. Ma in pochi secondi, il pilota ha visto acque scure con “detriti che precipitavano e si mescolavano all’acqua”. “Abbiamo visto onde alte dai cinque ai sei metri… Abbiamo iniziato a sorvolare i villaggi e abbiamo visto grandi alberi e alcuni veicoli trascinati via dalla corrente”, ha detto. “Era una situazione davvero spaventosa. Abbiamo persino cercato di inseguire l’alluvione per un po’ per valutare i danni in corso”. Ha concluso dicendo di non aver mai assistito a una simile manifestazione della potenza della natura.

Sale a 95 morti il bilancio dell’alluvione in Nepal

E’salito a 95 morti, il bilancio della grave alluvione che ha colpito la regione al confine tra Nepal e Tibet. Lo riferisce la polizia.

Tajani: “Due italiani coinvolti dalla frana in buone condizioni”

“Idue italiani che risultano coinvolti sono in buone condizioni, vengono assistiti dalla nostra diplomazia e li aiuteremo a rientrare quando riterranno opportuno, non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al meeting di Rimini a proposito della frana tra Nepal e Tibet.

La Farnesina: circa 90 connazionali nell’area

La Farnesina è al lavoro. Sulla base delle registrazioni su “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, sono in contatto con il Ministero.

Un italiano bloccato in Nepal: ‘Isolati 10 ore per l’esondazione’

“Non era possibile andare avanti o tornare indietro, perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada”: così il bresciano Giovanni Fassini ha raccontato quanto accaduto oggi in Nepal mentre viaggiava in autobus da Pokhara verso Kathmandu, da dove avrebbe dovuto prendere il volo per rientrare in Italia.

“A metà strada ci hanno fermato, la strada era interrotta perché erano al corrente che stava arrivando questa piena, che poi puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri”, è il suo racconto.

La piena ha provocato l’esondazione di alcuni corsi d’acqua, danneggiando gli argini e trascinando via anche parti della strada. Il gruppo di Fassini si è così trovato impossibilitato a proseguire verso Kathmandu.

“Abbiamo visto anche un ponte, che avremmo dovuto percorrere qualche chilometro dopo, travolto dall’acqua per cui ci siamo trovati isolati. Non si poteva andare da nessuna parte perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada”, racconta. “L’autobus è rimasto fermo per circa dieci ore, mentre i soccorritori e gli addetti cercavano di liberare la strada. Una volta ripristinato il passaggio, il gruppo ha deciso di tornare verso Pokhara da dove domani tenteranno di arrivare a Kathmandu e poi in Italia con dei voli interni e non via terra”, conclude il bresciano.