NAPOLI – Tensione e mobilitazione al Liceo “Tito Lucrezio Caro” di Napoli, dove le studentesse e gli studenti del Collettivo Settimo e del Coordinamento Kaos hanno deciso di occupare la struttura. Alla base della protesta vi sono le criticità dell’edilizia scolastica, la richiesta di maggiori fondi pubblici per l’istruzione e la netta opposizione alla realizzazione del nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) previsto a Castel Volturno.

Di seguito riportata integralmente la nota diffusa dagli studenti in cui spiegano le ragioni dell’occupazione:

“Oggi, 7 Ottobre 2026, noi studentesse e studenti del Collettivo Settimo (Tito Lucrezio Caro) e del Coordinamento Kaos abbiamo deciso di occupare la nostra scuola.

In un clima in cui si vuole limitare il numero massimo di studenti stranieri per classe, in cui scuole e ospedali cadono a pezzi a causa di una enorme scarsità dei fondi pubblici, e in cui a pochissimi chilometri da noi si costruisce un lager di stato, comunemente chiamato CPR, prendere una posizione chiara per noi è un obbligo.

Ed è per questo che abbiamo occupato l’istituto, perché la nostra opzione è una scuola pluralista, multiculturale ed inclusiva, uno spazio sicuro culturalmente ma anche fisicamente, con scuole più curate, in cui gli studenti non rischiano che i calcinacci del tetto o di un muro gli cadano addosso.

Ma più di ogni cosa, noi ci stiamo opponendo alla costruzione del CPR di Castel Volturno, e all’interno piano della costruzione di un CPR per regione. La violenza e l’intolleranza di quelle strutture non è minimamente compatibile con una società democratica, interessata al valore delle vite umane e alla dignità di queste.

La costruzione di quegli abomini diventa ancora più grave nel momento in cui il costo supera i 40 milioni di euro. Soldi che potrebbero essere utilizzati per le infrastrutture di Castel Volturno, o essere parte di un piano più grande

Questo è solo l’inizio, raggiungeteci a scuola! Distruggete i CPR, Non le nostre scuole, Non le nostre classi. VERSO IL 24 OTTOBRE A CASTEL VOLTURNO.”