Di Donna:educare per dare anima a politica che è forma di carità

“Non vogliamo costituire il partito unico dei cattolici, ma neanche intendiamo chiuderci nelle sagrestie, né tanto meno rinunciamo al nostro compito di educare affinché venga data un’anima alla politica, che è la più alta forma di carità”. Lo ha detto il vescovo di Acerra, e presidente della Conferenza episcopale Campana, Antonio di Donna, nel corso dell’incontro promosso dalla diocesi dal titolo “Educhiamoci all’impegno socio-politico”, svoltosi nell’auditorium ‘Monsignor Antonio Riboldi’.

All’incontro, al quale hanno preso parte circa 200 persone, oltre al presule, è intervenuto anche don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana. Per monsignor Di Donna il “ricco patrimonio sociale della Chiesa è un tesoro prezioso senza il quale la predicazione del Vangelo sarebbe monca.

Evangelizzazione e dottrina sociale della Chiesa devono camminare insieme – ha proseguito – il fondamento teologico dell’impegno politico è l’Incarnazione del figlio di Dio. Perciò fede e storia non vanno mai separate. Il presule ha poi sottolineato che un cristianesimo senza impegno per la giustizia “non è autentico fino in fondo”.

“La democrazia è malata e l’astensionismo è il sintomo più grave – ha concluso – la Chiesa non entra direttamente in politica ma educa a tale impegno e non vive chiusa nelle sagrestie”. Don Bignami, invece, citando Papa Francesco, ha sottolineato che “il criterio di una politica alta è la tenerezza attraverso la quale il politico si lascia trasformare dall’incontro con le sofferenze delle persone”.

Don Bignami, inoltre, ha spiegato che “la politica non ti può assorbire in maniera totale, trascurando la tua vita familiare e affettiva”, sottolineando anche che politicamente “bisogna sviluppare la vocazione di un territorio e non distruggerla o trascurarla fino al punto che muore. La domanda che deve farsi il politico – ha concluso – non è ‘quanti voti ho preso’ ma ‘quanto bene ho fatto per la mia città e quanti frutti buoni lascio'”.