Napoli – Una domenica di sangue e tensione si è consumata all’interno del Centro Penitenziario di Secondigliano, dove un detenuto ha aggredito diversi agenti della Polizia Penitenziaria per motivi futili. A denunciare l’episodio è il Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che sottolinea come la situazione nei carceri campani sia sempre più critica.

Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, l’aggressione è avvenuta nel Reparto Accettazione del carcere. Un detenuto italiano, a cui era stata aperta la cella per recarsi al passeggio, ha colpito improvvisamente con pugni in faccia un agente di servizio, senza alcun motivo apparente. Nel tentativo di difendere il collega, altri sei poliziotti intervenuti sono stati anch’essi aggrediti. Tutti gli agenti coinvolti sono stati trasportati presso l’ospedale Cardarelli per ricevere le cure mediche necessarie.

Il Sappe evidenzia che questo grave episodio è la dimostrazione di una tensione ormai cronica all’interno degli istituti penitenziari regionali, che vede un crescente numero di eventi critici. Raffaele Munno e Donato Vaia, segretari regionali del sindacato, sottolineano la professionalità degli agenti che hanno evitato un’escalation della violenza, ma chiedono con forza interventi urgenti e strutturali per garantire la sicurezza all’interno delle carceri.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha dichiarato che “chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato” e ha annunciato l’impegno del sindacato nel richiedere al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria provvedimenti concreti per tutelare gli agenti. Capece ha inoltre rivendicato l’introduzione della dotazione del taser per la Polizia Penitenziaria, strumento che potrebbe contribuire a prevenire episodi di violenza come quello accaduto a Secondigliano.

Il leader nazionale del Sappe ha inoltre criticato le politiche di sicurezza attuate in passato, tra cui la vigilanza dinamica e l’adozione del regime aperto, ritenute cause che hanno indebolito la sicurezza interna delle carceri, favorendo così il verificarsi di eventi critici continui.

Il sindacato conclude sottolineando che la priorità per il sistema penitenziario deve essere la legalità e la sicurezza, e non un’attenzione eccessiva all’affettività all’interno delle carceri a favore dei detenuti.

L’episodio di violenza a Secondigliano riaccende dunque i riflettori sulle condizioni critiche delle carceri italiane e sulle difficoltà quotidiane affrontate dalla Polizia Penitenziaria nel garantire ordine e sicurezza in un contesto sempre più complesso.