Un colorato murales ispirato alle parole di pace di Papa Leone XIV, realizzato dai ragazzi ucraini in un luogo simbolo di fratellanza e inclusione, come il Centro Fernandes di Castel Volturno, da sempre rifugio per migranti e disperati. Con a fare da guida un’artista, Alessandro Ciambrone, che vive proprio a Castel Volturno, che il degrado lo guarda negli occhi tutti i giorni traendone ispirazione, come quando ha realizzato con l’aiuto di detenuti e studenti il murales da guinness dei primati sul muro perimetrale del carcere di Santa Maria Capua Vetere.

“Abbiamo realizzato il murales domenica 10 agosto in cinque ore – racconta Ciambrone – e i ragazzi, sotto lo sguardo attento del fotografo Giovanni Izzo che li ha immortalati, sono stati bravissimi ed entusiasti. Sono loro i veri protagonisti di questo messaggio universale di pace, hanno visto cose che nessun ragazzo dovrebbe vedere, ma ora sono qui e gridano a tutti il loro desiderio di pace”. “Il significato dell’opera – spiega l’artista – si riferisce alle parole di papa Leone XVI: ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono.

‘La pace non è un’utopia spirituale’, è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa”.