Napoli – Si è concluso davanti alla Corte di Appello di Napoli il processo di secondo grado a carico di 19 presunti appartenenti al clan Sasso-Parziale, attivo nel rione Salicelle di Afragola. La quarta sezione penale ha pronunciato una sentenza che, pur riducendo alcune pene rispetto al primo grado, ha inflitto complessivamente circa due secoli di carcere agli imputati.

Il procedimento, istruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda un ampio ventaglio di reati contestati a vario titolo, tra cui estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi da guerra, riconducibili alle attività del gruppo criminale operante nell’area nord di Napoli.

Per il presunto capoclan Antonio Sasso la Corte ha inflitto una condanna a 16 anni di reclusione, confermando il suo ruolo apicale nell’organizzazione. È arrivata invece l’assoluzione per Annamaria De Luca, compagna di Nicola Luongo, ritenuto dagli inquirenti uno dei capi e promotori del sodalizio.

Condanna pesante anche per Vittorio Parziale, al quale sono stati comminati 14 anni di carcere. La sentenza ridisegna così il quadro delle responsabilità, mantenendo però un impianto accusatorio complessivo che riconosce la pericolosità e la strutturazione del clan sul territorio.

Con la decisione della Corte di Appello, il procedimento segna una tappa rilevante nella risposta giudiziaria contro la criminalità organizzata nell’area di Afragola, confermando l’azione repressiva nei confronti dei gruppi camorristici locali.