
Le richieste di condanna del pm Giacomo Urbano per il patron della clinica Pineta Grande Vincenzo Schiavone e i medici Gabriele Vallefuoco, Giuseppe Delle Donne, Stefano Palmieri. Quindici anni di reclusione. E’stata questa la richiesta del sostituto procuratore Giacomo Urbano nel processo per sulla manomissione della cartella clinica di Francesca Oliva, di Gricignano d’Aversa, morta a 29 anni alla clinica Pineta Grande mentre portava 3 gemelli in grembo, di cui solo uno sopravvissuto. Dinanzi al giudice monocratico Norma Cardullo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il pm ha chiesto 5 anni di reclusione per Vincenzo Schiavone, amministratore della clinica Pineta Grande; 3 anni e 6 mesi di reclusione per Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne, ginecologi della clinica nel periodo in cui era ricoverata la vittima, ritenuti istigatori dei due tecnici e che per tali vicendi sono già a dibattimento; 3 anni di reclusione per Stefano Palmieri, primario del reparto di ostetricia e ginecologia. Si torna in aula verso la fine del mese di febbraio per le discussioni dei difensori degli imputati.

Secondo la ricostruzione della Procura sammaritana, gli imputati avrebbero manomesso la cartella clinica dopo il decesso di Francesca, avvenuto il 24 maggio del 2014, per evitare di finire sotto processo per omicidio colposo. Gli imputati, quindi per gli inquirenti, prima avrebbero cancellato le parole “malessere generale” annotate in cartella il 23 maggio dal dottor Renato Bembo (che ha subito un processo per omicidio colposo poi assolto) e la prescrizione del farmaco Unasyn (poi inserito nuovamente dopo la morte e retrodatato alla data del ricovero). Avrebbero, inoltre, compilato le note del ricovero dopo la morte della paziente aggiungendo le parole: “gravidanza indotta con Fivet paziente sottoposta a cerchiaggio, esibisce esami che evidenziano leucocitosi, neutrofilia praticato in ecografia”. Due ore dopo il decesso di Francesca, inoltre, sarebbero state aggiunte anche parole alla visita ostetrica effettuata il 22 maggio: “all’atto non si apprezzano perdite atipiche”. I familiari di Francesca si sono costituiti parte civile con l’avvocato Raffaele Costanzo mentre il medico Renato Bembo si è costituito con l’avvocato Lara Vastarella. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli.
