

Nuovi rincari per gli automobilisti italiani. I prezzi dei carburanti continuano a salire e sulla rete autostradale si registra ormai il superamento della soglia psicologica dei due euro al litro, nonostante il recente calo delle quotazioni del petrolio.
Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete autostradale ha raggiunto 1,902 euro al litro, con un aumento di circa 1,6 centesimi rispetto al giorno precedente.
Ancora più pesante il rincaro per il gasolio, che ha registrato un incremento di 2,7 centesimi, arrivando a 2,093 euro al litro, superando così la soglia dei due euro.
Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, denuncia una situazione paradossale: mentre il prezzo internazionale del petrolio scende, i listini alla pompa restano elevati.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di una dinamica che potrebbe essere legata a fenomeni speculativi. Dona sottolinea inoltre che i dati regionali diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy presenterebbero alcune anomalie che rendono difficile stilare una classifica precisa delle regioni più care.
Per affrontare l’emergenza, l’associazione chiede al Governo un intervento immediato sulle accise. La proposta è di ridurre le imposte di almeno 10 centesimi sulla benzina e 20 centesimi sul gasolio, in modo da alleggerire il costo finale per cittadini e imprese.
Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori, un taglio di questa entità permetterebbe di riportare il prezzo del gasolio in autostrada intorno a 1,84 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria potrebbe scendere sotto 1,77 euro.
Un intervento che, secondo l’associazione, sarebbe necessario per evitare che i continui rincari del carburante pesino ulteriormente sui bilanci di famiglie e attività produttive.



