

Parole forti e senza filtri da parte del presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, che torna ad attaccare il sistema calcio italiano chiedendo una riforma radicale.
«Sistema da cambiare»
L’intervento arriva dopo le difficoltà della Nazionale, con una critica che De Laurentiis definisce ormai storica:
«Il mio sentimento è chiaro da dieci anni… si gioca troppo e questo distrugge i nostri giocatori».
Nel mirino, il calendario fitto e il numero elevato di competizioni.
Meno squadre e meno partite
Tra le proposte, una riduzione del campionato:
- ritorno a 16 squadre
- eliminazione di competizioni come le Supercoppe all’estero
Secondo il presidente, queste modifiche permetterebbero una migliore preparazione degli atleti e maggior spazio per la Nazionale.
Critica al modello italiano
De Laurentiis mette in discussione anche l’impostazione tecnica del calcio italiano, definito troppo legato al tatticismo e poco innovativo:
«Sono anni che accuso che tutto è dormiente e nulla si sposta».
Il nodo Nazionale
Altro punto centrale è il rapporto tra club e selezioni:
«Mi sono stancato di mettere a disposizione i miei giocatori senza adeguate garanzie», ha dichiarato, chiedendo rimborsi economici e coperture assicurative totali in caso di infortuni.
La proposta
Nel suo intervento, il patron azzurro indica anche una figura per guidare il cambiamento: Giovanni Malagò, ritenuto da lui adatto a rilanciare il sistema.
«Serve ripartire da zero»
Il messaggio finale è netto: il calcio italiano ha bisogno di una rifondazione completa per tornare competitivo a livello internazionale.
Un attacco che riaccende il dibattito sul futuro del movimento calcistico nazionale.













