Articolo di Angela Esposito – Capri è nota in tutto il mondo per il suo azzurro cristallino, ma a volte, sotto quella superficie scintillante, si nasconde una realtà silenziosa e ingombrante. Nella giornata di ieri, la darsena “pescatori” del porto di Capri è stata il teatro di un intervento che ha saputo unire competenza tecnica e amore per il territorio: un’operazione straordinaria di pulizia dei fondali che ha riportato alla luce ciò che il mare non avrebbe mai dovuto accogliere.

Un’azione coordinata tra cielo e abissi

L’iniziativa, promossa con determinazione dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Capri, non è stata una semplice operazione di routine. Sotto il coordinamento del 2° Nucleo Operatori Subacquei della Capitaneria di porto di Napoli, i sommozzatori sono scivolati nelle acque del porto per dare inizio a una bonifica meticolosa.

L’operazione ha visto una sinergia perfetta tra istituzioni e privati. Accanto ai militari, hanno lavorato gomito a gomito i subacquei locali — tra cui Alessandro Ruggiero e gli esperti della ditta STEMAG — supportati dall’esperienza dei membri dell’Associazione Pescatori Isola di Capri, profondi conoscitori di ogni anfratto della darsena.

Quello che i subacquei hanno trovato adagiato sul fango del fondale è stato un triste inventario dell’incuria umana. In poche ore, la superficie dell’acqua è stata punteggiata dal riaffiorare di: copertoni usurati di ogni dimensione, Casse di plastica e contenitori semidistrutti, e attrezzi da pesca abbandonati o perduti nel tempo.

Il quantitativo recuperato è stato impressionante: un intero autocompattatore è stato riempito fino all’orlo. Fondamentale, in questa fase, è stato il supporto logistico della società Capri Servizi, che ha garantito che ogni grammo di rifiuto venisse correttamente raccolto, trasportato e avviato allo smaltimento. Rimuovere questi rifiuti non è solo un atto di decoro. Come sottolineato dalla Guardia Costiera, l’accumulo di materiali solidi sul fondo comporta rischi concreti e stratificati:

  1. Danni all’ecosistema: La plastica e i metalli alterano la flora e la fauna marina, soffocando la vita bentonica.

  2. Sicurezza della navigazione: Gli ingombri sui fondali possono diventare ostacoli pericolosi per le chiglie e le eliche delle imbarcazioni.

  3. Alterazione dei fondali: Nel lungo periodo, questi sedimenti artificiali riducono sensibilmente la profondità della darsena, compromettendo la funzionalità stessa del porto.

“Il mare non è una discarica, ma un organismo vivo che va protetto con gesti concreti, non solo a parole.”

Uno sguardo al futuro

L’operazione di ieri non resterà un caso isolato. Questa iniziativa fa parte di un ampio programma di salvaguardia ambientale portato avanti dal Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. L’obiettivo è duplice: da un lato, risanare le ferite inferte al mare; dall’altro, seminare una nuova cultura del rispetto.

L’impegno è quello di replicare presto l’intervento, affinché il porto di Capri possa continuare a essere non solo un approdo di bellezza mondiale, ma anche un esempio di gestione sostenibile e tutela ambientale.