Maria Sepe: “1320 voti per me, e forse anche qualcosa in più considerando ciò che è stato annullato.In questi giorni ho ascoltato e letto tanti commenti sul mio risultato. Oggi, però, sento il bisogno di dire la mia.
Quei 1320 voti sono il frutto di sacrifici, impegno e presenza sul territorio. Abbiamo incontrato uno ad uno gli elettori, perché ritenevo giusto farmi conoscere e raccontare chi fosse davvero Maria Sepe, la persona che stavano scegliendo di votare.
C’è un’altra cosa che desidero sottolineare: questo risultato non è arrivato da solo. È il risultato di una squadra.
Ho affrontato questa campagna elettorale insieme
ai candidati della lista, persone che hanno creduto in me fin dal primo giorno, senza pretese, ma con un unico obiettivo: il SUCCESSO della squadra. Al mio fianco ho avuto la fortuna di avere tutta la mia famiglia e tanti amici. Ho ricevuto tantissimi messaggi di incoraggiamento e per questo sarò sempre grata.
ai candidati della lista, persone che hanno creduto in me fin dal primo giorno, senza pretese, ma con un unico obiettivo: il SUCCESSO della squadra. Al mio fianco ho avuto la fortuna di avere tutta la mia famiglia e tanti amici. Ho ricevuto tantissimi messaggi di incoraggiamento e per questo sarò sempre grata.C’è poi una frase che sento ripetere spesso: “Si scrive Sepe e si legge Liguori.”
Sapete chi è Liguori? È mio cognato, ma nei fatti è mio fratello. Militante in politica da sempre al mio fianco. E allora mi chiedo: dov’è il problema se un fratello sostiene il successo di sua sorella? Se crede in lei, la incoraggia e condivide i suoi progetti?
Io considero questo non una colpa, ma una fortuna. Perché avere accanto persone che credono in te, che lavorano al tuo fianco e che gioiscono dei tuoi successi è un valore aggiunto, non qualcosa da giustificare.
I 1320 voti che ho ricevuto appartengono a me, alla mia squadra e a tutte le persone che hanno scelto di accordarmi la loro fiducia.
Ed è proprio da questa fiducia che voglio ripartire, con ancora più determinazione, responsabilità e COERENZA!”














