
QUALIANO (Napoli) – Un sistema collaudato di mazzette all’interno dell’isola ecologica comunale per consentire lo sversamento illegale di rifiuti speciali. È quanto svelato da un’inchiesta della Procura di Napoli Nord, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Giugliano, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 16 persone e all’esecuzione di tre misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti dipendenti del Comune di Qualiano, sospesi dal servizio.
Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata dallo stesso sindaco della cittadina, Raffaele De Leonardis. Gli accertamenti hanno fatto luce su un giro di tangenti in contanti – variabili da un minimo di 10 fino a 300 euro a seconda del carico – richieste per autorizzare l’ingresso e lo scarico di materiale a soggetti privi delle necessarie autorizzazioni ambientali. Un servizio che, al contrario, per i residenti dovrebbe essere del tutto gratuito.
Gli indagati permettavano l’accesso non solo a privati ma soprattutto a ditte non autorizzate, consentendo lo smaltimento di grandi quantitativi di rifiuti misti, elettrodomestici, sfalci di potatura e materiale ferroso da cantiere, evitando del tutto l’identificazione dei conferitori e la tracciabilità del materiale. Il denaro intascato venivano poi nascosto sotto un calendario dell’ufficio per essere spartito a fine giornata. Significativa l’intercettazione di uno degli addetti che commentava soddisfatto le entrate extra, affermando che con quei guadagni avrebbe potuto lavorare anche gratis.
Oltre cinquanta gli episodi documentati dai militari nell’arco di meno di un anno. Sulla base degli elementi raccolti, il Procuratore Domenico Airoma ha disposto l’esecuzione dei provvedimenti cautelari per i tre dipendenti comunali. Le accuse contestate a vario titolo ai 16 indagati vanno dalla corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio al peculato, fino alla gestione e allo smaltimento illecito di rifiuti speciali.






