Aveva tentato di rifugiarsi in una struttura ricettiva della penisola sorrentina: su di lui pendeva un mandato di arresto europeo emesso da Cipro per rapina a mano armata e associazione a un’organizzazione criminale. Aveva tentato di rifugiarsi in una struttura ricettiva di Sant’Agata sui Due Golfi, ma la sua permanenza sul territorio italiano è terminata con l’arrivo degli uomini delle forze dell’ordine. Un cittadino rumeno di 40 anni, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità di Cipro, è stato rintracciato e arrestato il 10 settembre scorso dagli agenti del commissariato di polizia di Sorrento, intervenuti insieme ai militari della radiomobile dei carabinieri di Massa Lubrense. Un’operazione scattata nell’ambito dei controlli sul territorio e che ha visto lavorare fianco a fianco polizia di Stato, sotto la guida del vicequestore Alfredo Petriccione, e arma dei Carabinieri, coordinata dal capitano Mario Gioia. A coordinare gli operatori del commissariato di Sorrento. Due agenti della squadra volanti hanno raggiunto la struttura ricettiva della frazione di Sant’Agata sui Due Golfi dove si trovava il ricercato. Sul 40enne gravava un provvedimento giudiziario internazionale emesso da Cipro, nell’ambito di un procedimento relativo a fatti di particolare gravità. Tra le contestazioni figurano infatti la rapina a mano armata e l’associazione a un’organizzazione criminale.
La sua presenza in penisola sorrentina è stata così interrotta dall’intervento congiunto delle forze di polizia, che hanno dato esecuzione alla misura prevista dal mandato di arresto europeo. La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sulla capacità delle forze dell’ordine di individuare anche sul territorio persone ricercate a livello internazionale. Non è, infatti, la prima volta che la penisola sorrentina diventa teatro dell’arresto o dell’individuazione di soggetti destinatari di provvedimenti giudiziari emessi fuori dai confini nazionali. Un elemento che rende ancora più importante il lavoro quotidiano degli operatori impegnati nei servizi di controllo, soprattutto in un territorio caratterizzato da una forte presenza turistica e da una continua mobilità di persone. Dietro l’operazione c’è il lavoro di squadra: competenze e informazioni che si sono intrecciate fino a consentire di localizzare il ricercato e procedere al suo arresto.
L’arresto di Sant’Agata sui Due Golfi assume quindi un significato che va oltre il singolo episodio. In una zona frequentata ogni anno da migliaia di visitatori, il controllo delle strutture ricettive e la tempestività degli interventi costituiscono tasselli importanti di una strategia più ampia di sicurezza. Ora sarà l’autorità giudiziaria competente a gestire i successivi passaggi della procedura connessa al mandato di arresto europeo. Resta il risultato di un’operazione condotta con rapidità e sinergia da polizia e carabinieri: un ricercato internazionale individuato in una struttura ricettiva e consegnato alla giustizia, nel cuore della penisola sorrentina.