NAPOLI – Nella giornata di oggi, 15 ottobre 2026, gli studenti e le studentesse del Collettivo Alberti e del Coordinamento Kaos hanno avviato l’occupazione dell’istituto scolastico.

L’azione di protesta nasce dalla contestazione delle politiche governative e in particolare dall’opposizione alla realizzazione dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), oltre che dalle rivendicazioni sul piano della sicurezza degli edifici scolastici, della tutela del diritto allo studio e del rifinanziamento dell’istruzione pubblica. Gli studenti hanno annunciato l’intenzione di trasformare le ore di occupazione in momenti di didattica alternativa incentrata su temi di attualità, diritti e giustizia sociale, in vista delle prossime mobilitazioni previste per le settimane a venire.

Di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dagli studenti:

Comunicato di Occupazione

“Oggi, 15 ottobre 2026, noi studenti e studentesse del Collettivo Alberti e del Coordinamento Kaos abbiamo deciso di occupare la nostra scuola. Ciò che ci ha spinto a prendere questa decisione è la profonda indignazione verso questo governo e la forte responsabilità che sentiamo rispetto a questo particolare momento storico. Contestiamo con forza le scelte del Governo Meloni, tra cui la realizzazione dei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio): luoghi in cui vengono private della libertà e dei propri diritti persone la cui unica colpa è non avere un documento, esposte a contesti di abuso e marginalizzazione istituzionalizzata. Il problema degli studenti e della scuola certamente non sono gli studenti stranieri. Il vero problema è un sistema che continua a impoverirci: soldi pubblici che dovrebbero essere investiti nella tutela del nostro futuro, nell’istruzione, nella sanità pubblica, nella messa in sicurezza di infrastrutture scolastiche che crollano a pezzi e nel welfare. Non possiamo più accettare di studiare in edifici insicuri, senza riscaldamenti in inverno o spazi dedicati all’aggregazione. Basta fondi per i CPR, vogliamo aule agibili, laboratori funzionanti e tetti sicuri. L’occupazione non è un’interruzione dello studio, ma l’inizio di una didattica diversa: gestita da noi, basata sul confronto, sull’approfondimento di temi che i programmi tradizionali ignorano iniziando dai diritti civili all’analisi geopolitica, fino alla giustizia climatica e sociale.

I CPR sono veri e propri lager di Stato, che trasformano la privazione della libertà in una condizione ordinaria per chi non ha un documento di soggiorno. Numerose inchieste, testimonianze e rapporti di associazioni per i diritti umani dimostrano come all’interno di queste strutture avvengano quotidianamente violazioni dei diritti fondamentali: assenza di tutela legale, condizioni igienico-sanitarie degradanti, abuso di psicofarmaci e isolamento dal mondo esterno. Ma soprattutto luoghi di detenzione amministrativa dove persone che non hanno commesso alcun reato penale vengono recluse senza un regolare processo.

Questo è solo l’inizio, raggiungeteci a scuola! Distruggete i CPR, non le nostre scuole, non le nostre classi.

Verso il 24 Ottobre a Castel Volturno e verso il 20 novembre.”