Cardito. 4 consiglieri, scrivono al Prefetto e chiedono il consiglio comunale per ridurre le spese della politica

Sono i tre consiglieri di minoranza Chiacchio, Pisano e Santucci a cui si è aggiunto il dimissionario presidente della commissione urbanistica Mazza

E’ stato protocollato oggi in municipio, dal consigliere Chiacchio, all’attenzione del presidente del consiglio Raucci e per conoscenza al Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, il documento dove si chiede la convocazione del consiglio comunale ai sensi ex art. 39, comma 2 D.Lgs. n° 267 del 18 agosto 2000. L’obiettivo dei 4 consiglieri è la riduzione della spesa per il mantenimento della classe politica locale: stipendio del Sindaco, di assessori e Presidente del consigglio, riduzione o eliminazione del gettone di presenza per i consiglieri comunali. Alla proposta partita dai tre consiglieri comunali di opposizione CHiacchio, Pisano e Santucci si è aggiunto il dimissionario presidente della commissione urbanistica Marco Mazza, esponente del PD locale. “Come promesso abbiamo protocollato la richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc – sottolinea Pasquale Chiacchio per la cospicua riduzione degli stipendi di sindaco, assessori e presidente del Consiglio sia per le difficoltà economiche dell’Ente, sia perché in epoca di tagli dove la politica chiede pesanti sacrifici alla cittadinanza è giusto che proprio chi amministra dia il buon esempio. Al Comune si va per dare e non per ricevere. Ed è giusto dare un segnale forte. Personalmente ho già donato in beneficenza i miei gettoni di presenza e qualunque siano i proventi legati ai ruoli che ricopro e ricoprirò in politica saranno sempre destinati ai cittadini. E mi fa piacere che anche dai consiglieri di maggioranza – riferendosi al consigliere Mazza – c’è chi ragiona con onestà intellettuale ed ha deciso di sostenere una proposta che va esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Coi soldi che risparmieremo potremo garantire servizi importanti, ancora sospesi, oppure creare un fondo per le politiche sociali a disposizione delle famiglie disagiate. Anche perché sicuramente chi fa politica e amministra una città non lo fa per lo stipendio mensile. Quindi, come chiediamo sacrifici ai nostri cittadini sarebbe giusto ed opportuno rinunciare a lauti stipendi e destinare quei soldi alla collettività”.

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