Cogito fa 400 e si parla ancora di TAV: l’editoriale del direttore

Sono 400 i numeri dello storico giornale dell’area nord di Napoli fondato 23 anni fa da Natale Cerbone, il commercialista con la passione per il giornalismo.

Festeggiamo il 400° e si parla ancora di Tav –  di Antonio Iazzetta – 400 numeri, oltre 10.000 articoli, svariati “scoop” ripresi poi da media nazionali, decine di collaboratori, alcuni dei quali “in carriera”… Sono solo alcuni dei numeri di Cogito che continua a mantenere vivo il rapporto con i lettori dei comuni dell’area a Nord di Napoli da quasi 23 anni, da quel lontano 1994 in cui Natale Cerbone, commercialista con la passione del giornalismo che aveva conosciuto collaborando con Il Mattino, decise che era giunto il momento di fondare ad Afragola un giornale che andasse al di là del giornalismo locale come era diffuso fino ad allora. Cogito è stato il primo giornale locale e, forse, continua a essere l’unico, almeno a Nord di Napoli, che non aveva e non ha padrini politici a sostenerlo, ma solo la passione di editori e giornalisti, animati da un unico obiettivo: dare un’informazione imparziale a chi vive in un territorio che va da Casalnuovo a Frattaminore, passando per Afragola, Cardito, Caivano, Frattamaggiore e Crispano. Un’area che mette insieme oltre 200.000 persone ma che non riceve la necessaria
attenzione da parte dei media regionali e nazionali. In tutti questi anni, non sono mancati momenti di difficoltà, inevitabili quando si porta avanti un progetto editoriale importante come Cogito senza avere contributi di alcun tipo se non l’incoraggiamento dei lettori e la vicinanza di alcuni sponsor. Non sono mancate neanche le querele, più o meno temerarie, ma ne siamo usciti sempre bene perché nei nostri articoli, anche durissimi, non abbiamo mai inventato o scritto qualcosa contro qualcuno solo per offendere e soprattutto non abbiamo mai pubblicato articoli senza verificare, fino in fondo, le fonti. In questi giorni, stiamo finalmente ultimando il riordino di tutto l’archivio di Cogito e contiamo di completare il lavoro nel giro di qualche settimana per poi mettere a disposizione
di quanti vogliono conoscere quel che è successo a Nord di Napoli negli ultimi 23 anni tutti i numeri e tutti gli articoli di Cogito. Leggendo quegli articoli si scoprirà, purtroppo, che tanti temi di cui si discute in questi giorni sono gli stessi di cui si discute ormai da anni, come il tema per eccellenza dell’area a Nord di Napoli, l’unico che potrebbe dare una svolta allo sviluppo economico e sociale di questo territorio: la stazione dell’alta velocità in via di ultimazione nelle campagne di Afragola. Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo del sindaco di Afragola, Mimmo Tuccillo, aperto alla stampa. E abbiamo potuto constatare che i lavori stanno procedendo velocemente al punto che i treni cominceranno a fermarsi addirittura con un mese di anticipo rispetto a quanto era stato annunciato: a maggio si potrà salire e scendere dal tav ad Afragola. Ma la notizia dell’anticipo dell’inaugurazione della stazione e quella dell’idea di organizzare una mostra dei progetti di Zaha Hadid sono le uniche buone notizie emerse dal sopralluogo. La cosa più preoccupante, al di là della mancanza di collegamenti con Napoli con cui si proverà a sopperire, per il momento, con collegamenti su gomma, è la confusione assoluta sull’area circostante la stazione. Sulla mancanza di collegamenti diretti con Napoli, pur grave, si potrebbe anche soprassedere se si guarda alla stazione come una stazione alternativa a quella napoletana, ma quel che invece è inaccettabile è la mancanza di certezze su quel che si intende creare intorno per sfruttarne a pieno le potenzialità. Si continua solo a parlare e progettare, ma, nel frattempo, il territorio a disposizione si riduce sempre di più perché si continuano a costruire capannoni e ville che rendono impossibile ogni progettazione degna di questo nome. Nei giorni scorsi, il sindaco Tuccillo, in una lettera a La Repubblica, ha ribadito la necessità di non pensare solo a Bagnoli quando si pensa allo sviluppo economico dell’area napoletana, ma di guardare anche ai comuni a Nord di Napoli e ad Afragola in particolare vista la presenza della stazione. Vedremo se il suo appello sarà ascoltato, e il risultato, però, deve arrivare subito, nel giro di qualche settimana, perché di progetti e proclami siamo stanchi. Anche perché il tempo dei progetti e dei proclami è finito ormai. Il treno, tra qualche giorno, comincerà a fermarsi e, purtroppo, si fermerà in quello che non doveva essere: una stazione favolosa, bellissima, inserita dalla Cnn nella lista delle opere più belle da inaugurare nel corso del 2017, ma destinata a essere la più classica delle Cattedrali nel deserto. Anzi, forse, dopo l’inaugurazione della stazione di Afragola quando si dovrà parlare di un’opera inutile, soprattutto per non aver saputo sfruttarne le potenzialità, si parlerà della stazione tav di Afragola e non di Cattedrale nel deserto.

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