Casoria. Dopo l’atto accusa di stamane si passa alla sfiducia del Presidente del Consiglio

Opposizione compatta, agli otto di stamane si aggiunge Elena Vignati e per Nicola laezza è richiesta di sfiducia\revoca ai sensi dell’art. 77 del regolamento del Consiglio Comunale.

di Salvatore Savino – Appena terminata la riunione, approvato e firmato il testo che domattina sarà consegnato al protocollo all’attenzione del Sindaco Fuccio,del Presidente del Consiglio Comunale Nicola Laezza e di tutto il consiglio comunale. Non si placa la polemica con il Presidente del Consiglio alla vigilia della conferenza dei capigruppo prevista per domani e l’opposizione compatta passa alla richiesta di sfiducia\revoca.

Ecco il testo sottoscritto dai nove consiglieri comunali:

MOZIONE/ ODG: SFIDUCIA/REVOCA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE ai sensi dell’art. 77 del Regolamento di C.C. e dell’ art. 30 comma 9 dello Statuto Comunale
I sottoscritti Consiglieri Comunali ai sensi dell’art. 30 comma 9 dello Statuto Comunale, depositano proposta di deliberazione avente per oggetto “Mozione di Sfiducia/Revoca del Presidente del Consiglio Comunale ” chiedendo che la stessa venga corredata del relativo parere di regolarità tecnica, ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. 267/2000, e posta all’O.d.g. della seduta del Consiglio Comunale da convocarsi nei modi e nei tempi previsti dal vigente Statuto Comunale.
PREMESSO CHE
1) Il Presidente del Consiglio Comunale è organo Istituzionale, rappresenta il Consiglio e ne dirige i lavori;
2) Per l’esercizio delle sue funzioni il Presidente si ispira a criteri di imparzialità intervenendo a difesa dei compiti del Consiglio e dei diritti di tutti i consiglieri così come previsto dal Dgls 267/2000;
3) Il Presidente è garante dell’autonoma responsabilità di indirizzo, di programma, di pianificazione e di controllo dell’organo consiliare e nell’espletamento delle sue funzioni non compete allo stesso alcuna discrezionalità ed i suoi provvedimenti debbono essere motivati sulla base dello Statuto e del Regolamento del Consiglio Comunale.
CONSIDERATO CHE
La funzione del presidente del Consiglio Comunale non è strumentale alla attuazione di un determinato indirizzo politico, bensì al corretto funzionamento dell’istituzione in quanto tale; essa è, quindi neutrale. Ne’ il contenuto della funzione muta per il fatto che il Presidente sia eletto dall’assemblea, dovendo egli sempre operare in un ambito estraneo alla politica di parte.
Egli è titolare di una funzione di direzione e garanzia che comporta l’uso dei poteri attribuiti non già per fini propri ma per tutelare diritti e prerogative di terzi; Il Presidente del Consiglio Comunale di Casoria non assolvendo ai principi contenuti nella premessa e sanciti dal TUEL e dallo Statuto Comunale, ha ripetutamente rinunciato al suo ruolo di imparzialità al di sopra delle parti e degli schieramenti politici.
VERIFICATO CHE
Nell’esercizio delle sue funzioni il Presidente non si è ispirato al criterio di imparzialità ma, quello che è grave, in più occasioni ha omesso strumentalmente e coscientemente di intervenire a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli consiglieri con atteggiamenti omissivi che denotano la completa mancanza di autonomia ed autorevolezza nella gestione del consiglio comunale, nello specifico:
1) Nonostante le proteste dei Capigruppo Consiliari continua a convocare le varie sedute di Conferenza dei Capigruppo senza avere nella disponibilità tutti gli atti relativi alle proposte da iscrivere all’ordine del giorno dei Consigli Comunali . Nonostante le osservazioni elevate da più Capigruppo circa questa metodica che non consente ai Capigruppo stessi l’esame degli argomenti che il Presidente e il Sindaco ritengono di iscrivere all’ordine del giorno , in difformità a quanto previsto dall’art. 21 comma 1 del regolamento di Consiglio Comunale . Il Presidente riduce le Conferenze dei Capigruppo a luogo in cui si comunicano i desiderata dell’amministrazione, sul presupposto che gli atti saranno consultabili sul sito istituzionale dell’ente soltanto dopo la convocazione . Così impedisce l’esame preventivo degli atti previsto dal regolamento.
2) Il Presidente del Consiglio in più occasioni ha dimostrato gravi carenze giuridiche nell’esecuzione del suo mandato , basti ricordare l’errata lettura del regolamento di consiglio comunale per l’elezione della Commissione Elettorale , proclamando erroneamente gli eletti senza ascoltare le osservazioni provenienti dal consiglio, persistendo nell’errore che è stato corretto solo a seguito dell’intervento del Ministero degli Interni.
3) Ha convocato consigli comunali senza rispettare la legge che garantisce al consigliere almeno 3 giorni liberi dalla convocazione alla seduta del consiglio ,convocando così sedute di consiglio inefficaci ed ha leso in questo modo i diritti dei consiglieri comunali .
4) I lavori del consiglio non sono condotti con ordine e nel rispetto dell’assise cittadina , le continue interruzioni del Presidente agli interventi dei consiglieri , specie di minoranza , dimostrano una volontà pervicace di orientare a suo piacimento il dibattito politico , facendo così ostruzionismo alla corretta esposizione delle argomentazioni da parte dei consiglieri di opposizione .
5) I capi vengono messi a votazione con grande confusione e su molti di essi il voto di Immediata eseguibilità viene recuperato molto spesso a fine consiglio , probabilmente su indicazione del segretario generale dell’ente .
6) In molti casi nel passato ha consentito al Sindaco di sostituirlo di fatto nel ruolo di presidente
del consiglio comunale .
7) Interviene nelle dinamiche dei rapporti tra i componenti delle commissioni inviando note in cui paventa l’incapacità del presidente di commissione ad ascoltare le esigenze dei commissari e intanto sposta le Conferenze dei Capigruppo già convocate, anticipandole , senza consultare tutti i componenti .
8) Non riesce a garantire la pubblicità prevista dalla legge per le commissioni consiliari .
9) Le proposte di deliberazione ricevute dai consiglieri non le invia alle commissioni Competenti per regolamento ma a quelle più congeniali alla linea politica della maggioranza, attuando così un vero e proprio arbitrio nel calpestare leggi e regolamenti con atteggiamenti omissivi .
PER QUANTO SOPRA PREMESSO E VERIFICATO
Ritenuto che il comportamento dell’attuale Presidente del Consiglio Comunale si appalesa non conforme ai compiti istituzionali, all’imparzialità della funzione e agli obblighi di garanzia dei diritti e delle prerogative dei componenti l’assise cittadina;
Assodato che “Il Presidente del Consiglio comunale può essere legittimamente revocato qualora venga meno ai suoi doveri tra i quali spicca quello di rivestire un ruolo di garanzia per tutte le parti politiche raggruppate, ovvero quando comprometta in modo grave l’ attività istituzionale del Consiglio” (In tal senso, tra le altre, Consiglio di Stato sezione V 20 10.2004 n. 6838)
Gli scriventi Consiglieri Comunali ritengono non vi siano le condizioni affinché il Signor Nicola Laezza possa continuare a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale, e per gli effetti di cui all’articolo 30 comma 9 dello Statuto cittadino
CHIEDONO
Previa discussione consiliare , di sottoporre al voto dell’assise cittadina la presente Mozione di Sfiducia con l’eventuale conseguente revoca dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale ricoperta dal Signor Nicola Laezza.
I Consiglieri Firmatari: Luisa Marro, Andrea Capano, Rosalba Talletti, Raffaele Petrone, Sossio Salma, Pasquale Pugliese, Giovanni Del Prete, Giuseppe Santillo ,Elena Vignati

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