“O Superiore”: Anniversario della santificazione di San Gaetano Errico

Il 12 Ottobre 2018 ricorrono 10 anni da quando il papa Emerito, Benedetto XVI ha Canonizzato il sacerdote Napoletano Gaetano Errico, fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (1833).

I festeggiamenti hanno avuto inizio Domenica 7 ottobre con l‘Angelus di Papa Francesco per giungere domani 12 ottobre alle ore 18.00 nel Santuario dell’Addolorata a Secondigliano struttura fortemente voluta e realizzata dal Santo dove ci sarà la Solenne Concelebrazione Eucaristica in suo onore Presieduta da Mons. Vincenzo Pelvi Arcivescovo di Foggia.

La strada e il confessionale furono i luoghi privilegiati dell’azione pastorale di questo presbitero. In strada conosceva le persone e nel confessionale faceva loro assaporare la Misericordia del Padre Celeste“.

Presenza viva nella vita delle persone da ragazzino andava in seminario a piedi e per la strada si fermava a dare assistenza agli ammalati dell’ospedale “Incurabili” di Napoli – comprava le medicine ai poveri e tutto ciò che poteva loro servire.

Sarà proprio lui l‘Apostolo della Parola. “O santariello che è diventato grande.

Ordinato sacerdote giovanissimo – la sua attività non conosce sosta – fa la catechesi agli adulti e ai bambini – sostiene le famiglie che non hanno soldi per pagare l’affitto – visita gli ammalati – i carcerati – aiuta le ragazze senza dote – Entra persino nelle bettole e sprona gli uomini intenti al gioco e al bere a seguirlo.

In un contesto sociale difficile come quello di Secondigliano l’Apostolo della Misericordia  combatte in favore delle categorie meno protette senza mai fare assistenzialismo ma favorendo l’autodeterminazione e il riscatto della persona (della serie: non lavoro per te – ma ti compro la zappa e ti insegno a zappare) – discorso diverso per chi ammalato non potendo lavorare – veniva assistito integralmente.

Le parole che contraddistinguono la sua figura sono: PAROLA – AZIONE Annunciava e metteva in pratica.
Praticamente “ci metteva la faccia.”
Il suo motto era: di notte parlo al Signore di voi e di giorno parlo a voi del Signore. Di queste lunghe ore vissute in preghiera, lo prova che nella sua stanza, situata nel museo all’interno del Santuario di cui sopra ci sono delle “fossette” nel pavimento scavate dalle sue ginocchia.

Un invito ad andare a visitare quanto detto per toccare con mano le meraviglie del Signore che si manifestano attraverso Testimoni autentici e credibili ma anche un forte segno di Speranza per tutte le persone che vivono disagi sociali pesanti…

O Superiore” (così lo chiamavano) dopo un secolo e mezzo (1791-1860) continua ad essere un educatore efficace. La sua bella figura ci insegna ad esercitare la Carità anche quando ciò significa togliersi “il pane di bocca“e che il male lo possiamo vincere solo se ci impegniamo seriamente a fare il Bene.

C’è poi il capitolo delle visioni di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e gli innumerevoli “fioretti” che parlano dei prodigi operati per sua intercessione – ma questa è un’altra storia…

 

 

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