Intervista a Benedetta Valanzano, attrice e cantante partenopea

Benedetta Valanzano è un’attrice formatasi professionalmente alla scuola Teatrale Compagnia “La Mansarda” di Caserta. Il suo esordio sul grande schermo arriva nel 2005 con “Non aver paura” di Angelo Longoni. In televisione, invece, ha recitato in numerose fiction: da “Carabinieri” a “Un posto al sole”, passando per “I Cesaroni” e “Don Matteo”, giusto per citarne alcune. Di seguito l’intervista esclusiva ai microfoni di NanoTv.

Recentemente sei stata in Puglia per girare “Mai per sempre” con la regia di Fabio Massa. Cosa puoi dirci riguardo questa pellicola e, soprattutto, sul tuo personaggio?

Una storia molto toccante. Fabio Massa è giovane e, anche se è solo alla seconda regia, è andato a toccare corde quali il riscatto morale, la violenza sulle donne. Non posso aggiungere di più sulla trama, ma devo dire che il finale sarà sorprendente. Non è la solita storia di malavita, è una storia che racconta l’amore, l’amicizia, il bene di una madre (Cristina Donadio). Sono stata onoratissima di far parte di questo cast ricchissimo: Cristina Donadio, Massimiliano Rossi, Gianni Parisi, Gianni Ferreri, Julija Majarčuk ed Emiliano De Martino. Io interpreto Sara, una ragazza molto semplice, infermiera di professione che si ritrova spiazzata da questo amore che nasce con “Antonio 6–“, interpretato da Emiliano Di Martino, due mondi opposti che s’incontrano. Questo fa capire come i sentimenti vadano oltre qualsiasi nesso logico, forma. Questa è la prima volta che interpreto un ruolo “duro”, in un film drammatico. In questo film si evidenziano più le insicurezze, attraverso un personaggio chiuso, introverso, che si evolve attraverso questo amore inaspettato“.

Hai lavorato con Salemme, Montesano, Massimo Ranieri a tanti altri esponenti del teatro e del cinema italiano. C’è un insegnamento particolare che hai ricevuto negli anni che ti è rimasto particolarmente impresso?

Sono tanti gli insegnamenti ricevuti da questi mostri sacri dell’arte. Da buttare il sangue sul palcoscenico ad avere sempre un contatto emotivo con il tuo compagno d’avventure, dando sempre però un orecchio al pubblico e metterci il cuore, sempre. Anche se queste persone da te nominate non vogliono essere chiamati maestri, per me, ovviamente, sono tali. Massimo Ranieri è instancabile. Una persona che prova e ti fa provare finchè non viene raggiunta la perfezione. Con lui ho testato la mia resistenza fisica. Salemme mi ha insegnato a saper far vivere la magia del teatro. Salemme è magico, ti legge nel pensiero. Se stai recitando con lui e ti distrai, lui lo sa e te lo dice, senza problemi. Ti insegna a vivere quello che stai provando, dicendo. Con lui ho scoperto un metodo di lavoro del tutto inusuale. Non dovevamo imparare a memoria i copioni, bensì adattarci ad un “work in progress” continuo. Ho avuto con lui un ruolo che andava in continua evoluzione e, con il suggeritore, senza imparare a memoria il testo, come per magia al debutto tutti eravamo prontissimi. Montesano è come se fosse un bambino, mi ha insegnato a divertirmi, a dare sempre ascolto al pubblico. Recitare con lui, avere la sua approvazione, è stata una soddisfazione immensa. Lui non recita, ti parla e si può dedurre tutto ciò dai suoi occhi. Ti fa vivere un rapporto d’amore. Il teatro mi manca tanto“.

Nel corso della tua carriera hai avuto ruoli comici, drammatici, pittoreschi. Quanto c’è di Benedetta Valanzano nei personaggi che interpreta?

C’è sempre Benedetta. Anzi, è Benedetta nei panni di “…”. Per quanto tu possa inventare qualcosa, non è mai qualcosa che va oltre la tua sfera emotiva, il tuo essere. Sei sempre tu, le emozioni sono tue, non puoi sottrarti e non puoi attingere da altri, almeno io la vivo così. Riesco ad essere stronza, innamorata, pazza, buffa, cattiva, questo mi diverte“.

Se potessi essere tu a scegliere un ruolo da assegnarti, quale sarebbe?

Vorrei interpretare il ruolo di un supereroe“.

Quando hai capito di voler fare l’attrice e, soprattutto, quando hai capito di poterci riuscire?

Non l’ho capito ancora se mi riesce in realtà (ride ndr.). Ogni giorno è una crescita, il mestiere dell’attore va vissuto nella quotidianità. C’è un confronto continuo con sè stessi e bisogna sempre tenere in allerta il proprio stato emotivo, per non farlo divenire un lavoro meccanico. Io a volte penso, questo è davvero il mio lavoro? Sono in grado di farlo? Cerco di stimolare il più possibile la mia creatività, senza guardare gli altri. Ognuno di noi, come nella vita, ha il proprio percorso, così anche nella vita di attore. Faccio il mio percorso senza flagellarmi, senza fossilizzarmi su un ruolo mancato o altro. C’è voluto del tempo per affrontare questo percorso emotivo. Ho capito, invece, di voler fare l’attrice, partendo da un gioco di libertà, di liberazione. Ho iniziato interpretando per la prima volta la Lisistrata di Aristofane al laboratorio teatrale “La mansarda” a Caserta, ho iniziato lì i miei studi. Avevo sedici anni quando abbiamo portato questo saggio al teatro Ricciardi di Capua. Sul palco mi sono sentita bene, libera, grande. Questo mi ha fatto innamorare del teatro, trascorrevo più tempo lì che sui libri di scuola, nonostante mi piacesse quello che studiavo“.

Progetti futuri di Benedetta Valanzano?

Aspettiamo l’uscita di “Mai per sempre”. A breve uscirà anche “Mò vi mento Lira di Achille” di Francesco Gagliardi e Stefania Capobianco, in concorso al Festival del cinema di Salerno, dopo la partecipazione al Festival del cinema di Venezia, da fuori concorso.Sto pensando ad un progetto di scrittura. Mi piacerebbe sperimentare la regia attraverso la direzione di un corto. C’è un progetto molto bello che la vita ha in serbo per me, ma non posso dire quale. Sono attiva in un programma su Radio 2, insieme a Lillo e Greg, nel ruolo di Maddalena Lena“.

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