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La strategia comunicativa del Napoli al giorno d’oggi

Anche il Napoli marchia a fuoco diritti e doveri nell’era della comunicazione tecnologica. La fortuna ed il successo di un brand sono legati alla sua identità e a come essa viene percepita. E’ a questo che serve la comunicazione: far conoscere e amare la propria realtà. I followers sono affezionati non solo a quello che fai, ma anche a come lo fai. E una volta che i tuoi visitatori ti percepiscono come falso o ingannevole, ti tolgono la fiducia. E’ una questione di reputazione, che in un brand gioca un ruolo enorme. La ricerca dell’onestà è fondamentale per stringere rapporti con i tuoi potenziali clienti. Non dire mai di essere quello che non sei. Non fare promesse che non puoi mantenere. Non creare illusioni. Resta te stesso e sostieni sempre le tue idee.

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

Dalla platea e dalla galleria reclamano il silenzio, mentre si sente un altercare dietro il sipario del palcoscenico.

La Juventus ribalta la gara di andata degli ottavi di Champions League ai danni dell’Atletico di Simeone. Una prestazione di notevole spessore, qualità e autorevolezza. Questo va detto sia per dovere di cronaca che per onestà intellettuale. Ebbene, il social media marketing del calcio Napoli decide di postare un tweet di complimenti alla società di Vinovo per l’impresa avvenuta. Non conosco i rapporti che legano le due società, né tanto meno ho interesse a saperlo. Magari è un messaggio di parvenza, quindi fine a se stesso. Non voglio giudicarlo, ma è doveroso contestualizzarne i precedenti. A me risulta che la società decise di non mandare la squadra alla premiazione della Supercoppa di Pechino 2012 per le note vicende succedute sul campo che alimentarono più di un sospetto. Altrettanto risulta che la società, più volte, ha suscitato molteplici perplessità sul regolare svolgimento dello scorso campionato. E, nella fattispecie, sul regolare comportamento decisionale degli arbitri. Avvenimenti che avrebbero impedito prima di vincere un trofeo e secondo di cucirsi il terzo scudetto sulla maglia. Chi è il soggetto in questione che accomuna le suddette titubanze? La Madame del calcio italiano: la Juventus.

L’IDEALISMO DEL FOLLOWER

Come detto non giudico, perché la mia passione mi associa all’affetto che provo per la maglia, non per le manifestazioni di facciata sul web. Nonostante contestualizzi l’atteggiamento contraddittorio, non mi aggiungo alla lista social dei contestatori. Non mi associo, ma non li biasimo per quanto suddetto. D’altronde, se penso di conoscere il ladro che mi ha rubato la macchina di certo non gli faccio i complimenti se lo vedo per strada guidarne un’altra che non sia la mia. Esiste il silenzio, esiste la coerenza. Ed è quello che ho deciso di fare, per rispetto verso la società della mia squadra e verso l’appartenenza al mio modo di essere. Sostenere per partito preso non è nelle mie corde. Magari sbaglio io, non escluso nulla a priori. Ma se oggi può arrivare a sbagliare il Papa figuriamoci come non possa farlo una società come il Napoli. L’amore non è sostenere la ragione del partner a prescindere da tutto e da tutti, ma scegliere di stare insieme e camminare lo stesso percorso. Nel bene e nel male.

 

 

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