Traffico Rifiuti Illecito

Traffico illecito di rifiuti: Arresti a Cardito, Casoria e Orta. Tutti i nomi

All’esito di una articolata indagine, convenzionalmente denominata dagli inquirenti “Dirty Iron”, relativa all’illecito smaltimento di rifiuti speciali, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica – DDA – di Napoli –, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, hanno dato esecuzione: all’ordinanza di applicazione di 8 misure cautelari personali, disposta dal GIP presso il Tribunale di Napoli; al decreto di sequestro preventivo, disposto dallo stesso Gip di un opificio industriale e di 2 automezzi.

Il gip del Tribunale di Napoli ha disposto i domiciliari per Gioacchino Perfetto 53 anni (Cardito). Hanno l’obbligo di firma alla Polizia di Stato: Gaetano Perfetto 51 anni (Casoria); Pasquale Perfetto 47 anni (Orta di Atella); Rocco Perfetto 55 anni (Sant’Antimo); Giulio Perfetto 44 anni (Cardito); Salvatore Perfetto 28 anni (Sant’Arpino); Domenico Sticco 53 anni e Pasquale Monaco 48 anni entrambi di San Prisco. I Perfetto sono tutti fratelli, tranne Salvatore che è figlio di Gioacchino.

La Procura della Repubblica – DDA – di Napoli procede per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, associazione per delinquere, falso, gestione illecita di rifiuti, ipotizzati, nella fase delle indagini a vario titolo, nei confronti dei titolari ed operai di una azienda di San Tammaro.

I provvedimenti in questione traggono origine da una complessa e puntuale attività investigativa, delegata dalla Procura della Repubblica – DDA – di Napoli ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, che ha consentito, al termine di accurate indagini, di documentare la commissione di una serie di condotte aventi ad oggetto lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi, all’interno di un impianto di stoccaggio, gestito dalla società Sider Recuperi s.r.l. di San Tammaro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i rifiuti, una volta “transitati” per l’impianto di stoccaggio, venivano “ripuliti” e “regolarizzati documentalmente”. Sono stati acquisiti, nella fase delle investigazioni, presso l’impianto, fatture e formulari di identificazione del rifiuto, apparsi redatti “ad hoc”, in quanto riportanti false indicazioni sulla reale provenienza e trasporto dei rifiuti ferrosi ed i quantitativi effettivamente incamerati.

I molteplici servizi di pedinamento realizzati dai militari del NOE davano contezza, infatti, di numerosi conferimenti di rottami ferrosi, non ufficiali, da parte di piccole imprese, e con automezzi peraltro sprovviste delle necessarie autorizzazioni al trasporto dei rifiuti. Tale attività criminosa, continuativa, ha visto il coinvolgimento dell’intero management della Sider recuperi s.r.l., che, in tal senso, avrebbe costituito una ben organizzata associazione a delinquere, avente quale scopo lo smaltimento illecito dei rifiuti ferrosi – stimato in centinaia di tonnellate – con conseguenti illeciti proventi pari, nel periodo monitorato, a ca. 175.000 euro.

Lo stesso GIP, nel contesto delle motivazioni a supporto del provvedimento cautelare, con riferimento alla continuità della condotta, sottolinea come la Sider “opera principalmente “come non può” e solo occasionalmente “come può”, in quanto le dinamiche delittuose erano tutt’altro che isolate. Contestualmente all’applicazione delle misure cautelari personali, il NOE di Caserta ha proceduto al sequestro dell’impianto della Sider Recuperi s.r.l. e di 2 autocarri con i quali venivano effettuati gli illeciti conferimenti, per un valore stimato di ca. 1.000.000,00 di euro. Su disposizione dell’autorità giudiziaria i cespiti sono stati affidati ad un amministratore giudiziario.

 

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