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NextGeneration #fuorionda – Cosa pensiamo delle ultime serie TV

Su Netflix sono arrivate le fate di “The Winx Saga”, la serie tv che prende spunto dal celebre cartoon italiano, e la terza stagione di “Disincanto”, firmata da Matt Groening, autore de “I Simpson” e di “Futurama”: ecco cosa ne pensiamo.

Fate – The Winx Saga: un teen-drama tenebroso che rompe con il passato

Tutti coloro che sono nati negli anni ’90 avranno visto o sentito nominare, almeno una volta, la serie animata delle “Winx”, creata da Iginio Straffi, che con disegni coloratissimi e pieni di glitter raccontava la storia di magia e amicizia di Bloom e delle sue amiche fate.

In questi giorni le Winx sono tornate sui nostri schermi in una veste completamente nuova grazie a Netflix, che ha prodotto una serie tv dai toni molto più oscuri e dark, che scivola, a tratti, addirittura nell’orrore. Niente di particolarmente spaventoso, ma si tratta comunque di una trama abbastanza tenebrosa, che si discosta brutalmente dal prodotto di animazione da cui è derivata.

Un successo mondiale dal grande potenziale

La serie tv italo-britannica prodotta da Netflix è stata un successo mondiale, al netto di qualche critica che da questa pellicola pretendeva qualcosa di più.

L’unico “difetto”, se così lo vogliamo chiamare, di questa serie è quello di essere stata girata in un periodo durante il quale i palinsesti sono ricolmi, forse saturi, di teen-drama con elementi sovrannaturali e un po’ inquietanti. Nonostante questo, la serie è godibilissima, intrattiene con piacere gli amanti del genere e ha abbastanza potenziale da diventare, nelle prossime stagioni, qualcosa di più elaborato e particolare.

Le differenze nei personaggi rispetto al cartoon

Come anticipato, sono davvero molte le differenze rispetto al cartoon. Oltre alla già citata atmosfera cupa e tenebrosa e alle tematiche amorose molto più calcate e sessualizzate, anche le stesse protagoniste non sono state naturalmente esenti dal cambiamento.

I cambiamenti che ci hanno convinto…

In questa prima stagione non sono infatti presenti tutte le fatine che erano invece protagoniste del cartone animato.

Come avranno certamente notato coloro che avevano già seguito il prodotto di animazione, grandi assenti sono le fate Tecna e Flora. Se quest’ultima, almeno, è stata citata all’interno dello show e probabilmente apparirà nelle prossime stagioni, non sappiamo invece se la prima farà mai la sua comparsa.

D’altro canto, un po’ perché in un mondo come quello che è stato descritto nella serie televisiva una “fata della tecnologia” troverebbe davvero poco spazio, un po’ perché, dall’epoca della creazione del cartone animato, le tecnologie sono diventate molto meno magiche e misteriose agli occhi del pubblico, questa potrebbe non essere affatto una scelta sbagliata.

Un’altra decisione felice è stata quella di trasformare Musa da “fata della musica” a “fata della mente”. Nell’ambientazione della serie TV è sicuramente molto più divertente (per non dire utile) un personaggio che riesce a percepire le emozioni degli altri e a scovare nemici nascosti: quello della nuova Musa è un potere funzionale sia nelle scene che si concentrano più sull’aspetto teen-romantico della serie TV che in quelle fantastico-orrorifiche. 

… e quelli che proprio non l’hanno fatto

Lascia invece francamente perplessi il cambiamento operato su Stella, erede al trono del Regno. Stella, a differenza della serie, appare come crudele e meschina e, soprattutto, è pericolosa: scegliendo di seguire le emozioni negative al fine di usare la sua magia, il suo potere sfugge al suo controllo creando dolore e sofferenza. 

Sebbene sia sempre interessante creare personaggi grigi in una storia, in questo caso forse si è esagerato. Stella e la sua evoluzione all’intero di questa stagione sono squilibrati come i suoi poteri, affrontando cambiamenti repentini e poco giustificabili, quasi al di fuori del personaggio descritto nella serie televisiva.

Poteva insomma essere una scelta interessante quella di rendere più pericolose, instabili e spezzate le protagoniste, ma probabilmente si sarebbe potuto affrontare meglio, con più lentezza e in modo più approfondito (magari anche nella prossima stagione), il cambiamento di prospettiva da parte di Stella.

Anche Bloom talvolta sembra esagerata nelle sue azioni e reazioni. Lo scopo del personaggio è chiaro e anche la sua personalità è ben tratteggiata, ma sembra che alcune delle scelte che compie siano prive di razionalità. L’impressione è che Bloom compia delle decisioni semplicemente per permettere alla trama orizzontale di avanzare un po’.

Consigliato? Sì.

Nonostante qualche cosa non sia ancora del tutto convincente, senza dubbio “Fate – The Winx Saga” è una serie TV che si lascia guardare piacevolmente e che lascerà soddisfatti gli amanti del genere.

Arriva su Netflix la terza stagione di Disincanto

Nelle scorse settimane è stata anche rilasciata la terza stagione di “Disincanto”, serie animata concepita e disegnata da Matt Groening, autore de “ Simpson” e di “Futurama”.

La protagonista, Bean, principessa ubriacona e dissacrante di un regno medioevale, insieme ai suoi strani compagni d’avventure si ritroverà questa volta ad avere a che fare con trame fantastiche e misteriose, sirene e scienziati steampunk, ma anche con la follia del padre e con le proprie responsabilità.

Una serie TV che racconta l’avventura del “diventare grandi

Sin dalla prima stagione Disincanto si è presentata come una serie tv che voleva raccontare l’avventura del “diventare grandi”: Matt Groening ha deciso di tentare un azzardo e di scrivere una storia che, pur mantenendo alcuni elementi in comune con le passate produzioni, come ad esempio l’umorismo dissacrante, è in realtà nella sua essenza davvero molto diversa da tutto ciò che l’ha preceduta.

Nella terza stagione di questa serie diventa evidente che nella storia di Bean manca sia critica all’uomo medio che ha portato tanta fortuna ai Simpson e anche il pathos che, insieme a colte citazioni fantascientifiche e matematiche ha inaspettatamente caratterizzato Futurama: Disincanto racconta invece con efficacia dello smarrimento di una ragazza che, anche se vive in un mondo medioevale e al limite dell’assurdo, sperimenta sentimenti comuni a quelli dei trentenni del nostro millennio.

Consigliata? Assolutamente sì.

Si tratta indubbiamente di un prodotto valido da ogni punto di vista, che, con buona pace dei nostalgici delle prime stagioni de “I Simpson” e di coloro che ancora non hanno (comprensibilmente) accettato la fine di “Futurama”, ha dimostrato di avere una personalità completamente diversa dai propri predecessori ma non per questo meno valida. 

Coloro che amano le sorprese dissacranti, il mondo della letteratura e del cinema Fantasy e dei giochi di ruolo alla Dungeons & Dragons saranno deliziati da Disincanto, una piccola perla nel mondo dell’animazione che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire.

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