Ucciso Ayman al-Zawahiri, il capo di Al Qaeda. Lo annuncia il Presidente americano Biden

di Martina Orecchio – Nella notte fra sabato 30 luglio e domenica 31 luglio, l’erede di Osama bin Laden, Ayman al-Zawahiri, considerato il numero uno del terrorismo internazionale e capo di al-Qaeda, è stato ucciso nel corso di una missione condotta dalla Cia con un drone da cui sono stati lanciati due missili Hellfire.

Ayman al-Zawahiri, 71 anni, si trovava sul balcone di un edificio a Kabul, nel quartiere residenziale di Shirpur. Con lui anche la sua famiglia, che però stando a quanto riferito sarebbe rimasta illesa.

A dare la notizia e stato lo stesso presidente americano Joe Biden, che ha dettto: “Giustizia è fatta, questo leader terrorista non c’è più. La mia speranza è che adesso i familiari delle vittime dell’11 settembre possano voltare pagina. Non importa quanto tempo serve, o dove ti nascondi. Se sei una minaccia, gli Usa ti scovano”.

L’intelligence americana aveva per mesi, almeno da aprile, seguito i movimenti di Zawahiri, e anche costruito un modello dell’abitazione per preparare l’operazione. Secondo indiscrezioni, la casa era di proprietà di un consigliere aiutante di uno dei leader dei talebani, Sirajuddin Haqqani, figura di spicco dell’omonima rete di miliziani jihadisti e Ministro dell’Interno di Kabul. Proprio le persone vicine a Haqqani hanno tentato di prendere il controllo dell’abitazione e nascondere al-Zawahiri. Nonostante questo gli Stati Uniti hanno le prove che al-Zawahiri è morto.

La reazione dei talebani

L’operazione ha immediatamente scatenato la reazione dei talebani che hanno parlato di “chiara violazione” dell’accordo di Doha. “Queste azioni sono contro gli interessi degli Stati Uniti, dell’Afghanistan e della regione”, affermano i talebani in una nota.

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