Rianimati virus rimasti intrappolati nel permafrost

di Martina Orecchio –

Un team di scienziati dell’Università di Aix-Marseille, in Francia è riuscito a riportare in vita un virus congelato nel permafrost siberiano per 48.500 anni.

Gli esperti, coordinati da Jean-Michel Claverie, hanno scoperto sette tipi di virus rimasti congelati, che una volta in laboratorio si sono replicati. Se confermato, si tratterebbe del virus più antico mai risvegliato. I risultati della scoperta sono stati pubblicati sulla piattaforma “bioRxiv”, archivio online gratuito di articoli in versione preprint, ovvero di articoli in attesa di revisione da parte della comunità scientifica.  “Potrebbe essere possibile resuscitare virus che hanno molto più di 48.500 anni – spiega Claverie – perché il permafrost più profondo ha fino un milione di anni. Tuttavia è difficile stabilire l’età per permafrost antico perché la datazione standard con il radiocarbonio non funziona oltre i 50 mila anni”.

Le reazioni

Subito sono seguite polemiche di chi ha ritenuto l’intervento rischioso, ma i ricercatori sostengono che queste indagini siano necessarie nell’ottica del cambiamento climatico. I ghiacciai infatti si stanno sciogliendo sempre di più rapidamente e gli organismi in essi custoditi, magari evoluti in microsistemi ormai estinti, potrebbero comportarsi in modo imprevedibile e rappresentare una minaccia per la salute pubblica. L’incremento delle temperature potrebbe infatti causare il risveglio di virus patogeni antichi.

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