
È di 93 siti web oscurati, 21 arresti, 123 denunce e medicinali sequestrati per un valore di 3 milioni di euro, il bilancio in Italia dell’attività dei Carabinieri del Nas per l’operazione internazionale “Shield III“, acronimo di Safe Health Implementation, Enforcement and Legal Development: nel mirino delle forze dell’ordine di 28 paesi in tutto il mondo, il business illegale, e pericoloso per la salute dei cittadini, del cosiddetto “pharma crime” cioè il traffico illegale e contraffazione di medicine, doping compreso.
Un gigantesco “mostro” della contraffazione farmaceutica con business milionari in tutto il mondo, sgominato con una attività sinergica con le forze dell’ordine di 28 paesi dell’Unione Europa ed extra Ue.
L’operazione Shield III
All’operazione hanno aderito 28 Paesi, insieme all’Ufficio Europeo per la lotta antifrode, l’Ufficio dell’UE per la proprietà intellettuale che ha offerto sostegno finanziario, la Frontex, l’Agenzia Mondiale Antidoping e l’Organizzazione Mondiale delle Dogane.
Un’azione sinergica e congiunta che ha affrontato “in maniera globale il fenomeno del pharma crime“, inteso come contraffazione.
Particolare attenzione dedicata al “cyber patrolling” del mercato on-line: un fenomeno in “crescita esponenziale favorito dall’anonimato della rete“, e dalle opportunità di speculazione offerte dai differenziali normativi nelle legislazioni di settore dei diversi Paesi.
L’azione dei NAS
I Militari italiani del Nas, hanno condotto 170 attività ispettive e di polizia giudiziaria, avviato 82 procedimenti giudiziari e amministrativi che hanno portato all’esecuzione di 21 arresti e 123 deferimenti alle competenti autorità giudiziarie. Parallelamente, è stato condotto un controllo “sull’offerta in vendita e la pubblicità illecita di medicinali on line“: il cosiddetto cybercrime farmaceutico che rimane – così i Nas in una nota – “uno degli aspetti più sensibili soprattutto rispetto alla diffusione del Covid-19, con il rischio che i cittadini si affidino a rimedi fai da te, disponibili in rete piuttosto che seguire le indicazioni delle autorità sanitarie“.





