Bisogna sanare il problema dei violenti, che non sono tifosi, c’è una frangia delinquenziale che va eliminata con decreto legge immediato. Mi incontrerò con il ministro dell’interno Piantedosi per un confronto.” È netto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che da Milano manda un messaggio chiaro alle curve del Maradona, in netta contestazione nei suoi confronti. De Laurentiis guarda anche al futuro del club azzurro dicendo: “Quando un anno fa mi hanno offerto 2,5 miliardi per il Napoli mi sono chiesto: mi servono? Avrei dovuto comprarmi una squadra in Inghilterra, ma io ho origini napoletane. II Napoli è un giocattolo della famiglia De Laurentiis, non vedo motivi per cederlo fin quando non ci stancheremo”. Il pugno di ferro del presidente tiene alta la tensione sfociata domenica nello sciopero del tifo e nelle violenze degli ultrà azzurri, arrabbiati perché non possono portare striscioni e bandiere senza aver chiesto il permesso online alla società, come da regolamento. Una situazione complessa, dunque, che comincia a preoccupare anche le autorità cittadine, specie in vista dei festeggiamenti per lo scudetto azzurro. Domani in Prefettura saranno analizzati i due scenari che si presenteranno. Quel giorno, spiegano dal Comune di Napoli, i cittadini usciranno nelle strade per festeggiare in maniera libera: naturalmente ci saranno le forze dell’ordine, ma la città ‘inventerà’ la sua festa spontanea. Il tecnico azzurro prepara un Napoli che torni a segnare e riprenda lo sprint finale verso il suo terzo scudetto.