Madre e figlia rischiano di finire in mezzo alla strada. Entrambe vittime della stessa patologia, una malattia degenerativa che si passa da genitore a figli/e. Fino ad ora, è stato grazie alla Rete per il diritto all’abitare che Cristina De Maria, 50 anni, e la figlia, 22, hanno un tetto sopra la testa. Sono state sfrattate dall’abitazione dove la donna vive dal 1997. Questa mattina in via Domenico di Gravina, a Materdei, gli ufficiali giudiziari hanno trovato un muro umano composto da attivisti, disoccupati e residenti del quartiere che sono riusciti a ottenere una proroga fino al prossimo 13 ottobre.

La 50enne spiega: “Soffriamo della Merrf una malattia rara e senza cura. Io non posso lavorare e per cercare casa ci vuole la busta paga. Sono riuscita a restare a galla fino a che i miei genitori erano in vita. Poi, non ne ho avuto più la possibilità”.

La donna si è rivolta ai servizi sociali del Comune di Napoli: “Mi sono recata in piazza Dante di persona, nonostante muovermi sia uno strazio. L’unica soluzione che mi hanno proposto è quella di un dormitorio in cui entrare alle 18 ed uscire alle 6 del mattino. Come potrei prendere le mie medicine in queste condizioni?”.

Quello di questa mattina è stato il secondo tentativo di mettere Cristina e la figlia alla porta. Il primo risale a maggio scorso. Alfonso De Vito della Rete per il diritto all’abitare dichiara: “Appare evidente che queste due donne non possano prendere in affitto un appartamento. Devono intervenire le istituzioni locali e nazionali. La crisi post-Covid ha causato, dati della Prefettura, circa 11mila sfratti. Se a ciò aggiungiamo la bolla immobiliare legata al turismo ci rendiamo conto di come il mercato della casa a Napoli sia più discriminatorio di prima”. 

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