Napoli, 30 ottobre 2024 – La Legge di Bilancio 2025, anziché rappresentare un’opportunità di rilancio per il Sud Italia, rischia di trasformarsi in un ostacolo per le imprese del Mezzogiorno. Questo è il messaggio lanciato da Luigi Carfora, Presidente di Confimi Industria Campania, che evidenzia come la nuova manovra non offra strumenti solidi e stabili per supportare adeguatamente la crescita delle realtà produttive meridionali.
Articolo 77 e il “Credito d’Imposta Oscillante”
Al centro della critica si trova l’Articolo 77, che istituisce un meccanismo di credito d’imposta destinato alle imprese. Tuttavia, come sottolinea Carfora, la misura presenta un problema fondamentale: l’entità del contributo economico non è fissa ma variabile, determinata sulla base di un calcolo ripartitorio. Ciò significa che le imprese del Sud non possono fare affidamento su percentuali certe, ma si trovano a pianificare i loro investimenti in un quadro incerto e oscillante.
“Le imprese hanno bisogno di certezze per pianificare il futuro”, ha dichiarato Carfora. “Il meccanismo attuale, che determina la percentuale del credito d’imposta solo in un secondo momento, mina la capacità delle aziende di prendere decisioni strategiche e scoraggia gli investimenti di lungo periodo, già precari in un contesto economico fragile come quello del Sud Italia”.
Le ZES e il Fondo di 1,6 Miliardi: Insufficienza del Supporto Statale
L’insoddisfazione delle imprese del Mezzogiorno non è nuova, e risale agli interventi economici già approvati nel 2023, quando un contributo promesso del 50-60% per chi investiva nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica si è ridotto a un reale 8%. Nel tentativo di porre rimedio, il Governo ha stanziato ulteriori 1,6 miliardi di euro con il decreto-legge n. 113 del 9 agosto 2024, che si aggiungono agli 1,8 miliardi già previsti. Tuttavia, Carfora sottolinea come questo “raddoppio” del supporto rimanga teorico, lasciando irrisolta la questione della stabilità del contributo e, dunque, dell’efficacia reale degli incentivi.
Secondo il presidente di Confimi Industria Campania, infatti, la distribuzione incerta di questi fondi aggiuntivi per il 2025 aumenta le difficoltà per le imprese, che si trovano a dover attendere il calcolo dell’Agenzia delle Entrate, effettuato solo successivamente al ricevimento delle comunicazioni integrative. Il risultato è un supporto economico il cui importo non è stabilito a priori, impedendo alle aziende di operare con un’adeguata programmazione.
Un Richiamo a un Cambiamento di Rotta
In questo contesto, Carfora lancia un appello al Governo affinché la Legge di Bilancio 2025 venga rivista durante il dibattito parlamentare, e adattata alle esigenze reali del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno. “Il Mezzogiorno ha bisogno di una visione di lungo termine che garantisca stabilità e incentivi concreti per una crescita economica continua e sostenibile”, ha dichiarato. “Se il sistema di aiuti continuerà a somigliare a ‘mancette’ imprevedibili piuttosto che a interventi stabili, il rischio è di scoraggiare ulteriormente le imprese dall’investire”.
Conclusioni: Stabilità e Certezza per il Futuro del Sud
Carfora conclude il suo intervento con un richiamo forte e chiaro: senza un approccio strutturato e lungimirante, le misure economiche destinate al Sud rischiano di rimanere interventi parziali e incapaci di innescare un cambiamento vero e duraturo. Le imprese del Mezzogiorno necessitano di strumenti di supporto che offrano reale stabilità e certezza negli investimenti, elementi imprescindibili per costruire un futuro economico solido per l’intero Paese.






