Partenopei sconfitti 2-1 perdono il primato in classifica. De Laurentiis, un punto meno dell’Inter non ci spaventa. Conte, è una battuta d’arresto che fa male.

Il Napoli si ferma anche a Como. La sfida si chiude 2-1 in favore dei padroni di casa, vittoriosi grazie all’autorete di Amir Rrhamani e al gol di Assane Diao, intervallate dal momentaneo pareggio di Giacomo Raspadori. Un ko pesantissimo per il Napoli, che si affaccia alla sfida scudetto contro l’Inter da inseguitrice.

La squadra di Simone Inzaghi, vittoriosa per 1-0 nell’anticipo contro il Genoa, torna davanti ai partenopei in classifica per la prima volta dalla terza giornata grazie al successo dei lariani che, dal canto loro, offrono un’altra solida prestazione contro una big che vale la seconda vittoria consecutiva.

Una continuità di risultati che porta il Como momentaneamente a +7 sulla zona retrocessione. Le squadre partono entrambe con il baricentro alto, ma la partita si sblocca dopo 7 minuti nella maniera più imprevedibile: sugli sviluppi di una rimessa laterale, il Napoli prova a far partire dal basso la sua manovra, ma il retropassaggio di Rrahmani è completamente fuori misura rispetto alla posizione di Alex Meret, costretto a inseguire il pallone che, inesorabilmente, supera la linea di porta per il vantaggio del Como.

La squadra di Antonio Conte non si disunisce e dopo 10 minuti, in pressione alta, pareggia subito: una disattenzione di Marc Oliver Kempf non viene perdonata da Raspadori, bravissimo a leggere prima la possibilità di errore del difensore comasco, rubargli palla e infilare il pallone dell’1-1 a tu per tu con Jean Butez in uscita. Un avvio di gara scoppiettante a cui segue una lunga fase a ritmi decisamente più bassi e tanti errori individuali.

Il Napoli prova a stazionare costantemente nella metà campo avversaria per imporre il proprio gioco, ma senza riuscire a rendersi veramente pericoloso, mentre dall’altra parte il Como si mostra più attendista rispetto alle ultime uscite, con il tridente che fatica ad accendersi nelle poche ripartenze concesse. I padroni di casa nell’intervallo si scrollano di dosso un po’ di paura, tornando in campo più propositivi e con uno spirito diverso.

Atteggiamento che costringe Conte a mettere mano alla panchina, inserendo Frank Anguissa, diffidato e risparmiato precauzionalmente dal primo minuto, per riportare più equilibrio a metà campo. Fabregas capisce che il momento può essere favorevole e cambia allora volto al suo Como, togliendo un palleggiatore come Maxence Caqueret per mandare in campo il riferimento offensivo Patrick Cutrone.

Una scelta che viene premiata al 77′: Cutrone libera lo spazio per l’inserimento centrale di Nico Paz che conduce palla al piede e trova il corridoio giusto per Diao, spietato nel primo pallone buono della sua partita a incrociare per il 2-1. È il colpo del ko per un Napoli rinunciatario nel secondo tempo, colpevole di aver concesso troppo campo agli avversari, senza mantenere il buon livello di gioco mostrato nel primo. Una sconfitta da metabolizzare in fretta: sabato al Maradona arriva l’Inter, nuova capolista della Serie A.

De laurentiis dopo la sconfitta di Como “Siamo una grande squadra”

Non è un punto in meno dall’Inter che ci deve spaventare. Noi siamo una grande squadra, con un grande allenatore. Noi siamo il Napoli. Forza Capitano! Forza Ragazzi!”. E’ il post di incoraggiamento scritto da Aurelio De Laurentiis su X dopo la sconfitta patita dal suo Napoli in casa del Como.

Conte: ‘A livello mentale abbiamo mostrato delle crepe’

una battuta d’arresto che fa male per come è arrivata”: così Antonio Conte, tecnico del Napoli, dopo la sconfitta contro il Como. “Il primo tempo mi era piaciuto molto, avevamo ripreso subito a fare la partita dopo l’autogol. C’è da interrogarci sul secondo tempo, dove abbiamo lasciato i propositi nello spogliatoio ed è entrata in campo un’altra squadra. Il Como aveva più fame e più voglia. A livello mentale abbiamo mostrato delle crepe, come successo nelle ultime tre partite in cui ci siamo fatti rimontare. C’è bisogno di fare un percorso e di dare il tempo di crescita non solo da un punto di vista tecnico e tattico, ma anche di mentalità”.

Dodecà Casoria