Ieri sera a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, una straordinaria manifestazione popolare ha invaso il centralissimo Corso Angelo Rizzoli per protestare contro gli abbattimenti delle case abitate. Centinaia di cittadini hanno sfilato pacificamente per esprimere solidarietà alla famiglia della professoressa Carmen De Simone, minacciata dalla demolizione della propria abitazione, regolarmente sanata.
L’iniziativa, organizzata dal Coordinamento dei Comitati per il Diritto alla Casa della Regione Campania, ha visto un’adesione sorprendente nonostante il periodo estivo e l’affluenza turistica. Un forte segnale di partecipazione che ha coinvolto anche i commercianti del centro, i quali, al passaggio del corteo, hanno simbolicamente spento le luci dei propri negozi.
Commovente il momento del comizio in Piazza Santa Restituta, dove alunni ed ex alunni hanno voluto testimoniare il loro affetto per la docente, da anni punto di riferimento per la scuola e la comunità isolana. L’abbraccio dei ragazzi alla loro professoressa ha rappresentato il cuore emotivo della serata.
Durante gli interventi, l’avvocato Bruno Molinaro ha denunciato il paradosso giuridico che si è creato attorno alla vicenda, parlando di “cortocircuito giurisprudenziale” tra le pronunce della Cassazione e del Consiglio di Stato. Ha quindi proposto una mobilitazione dei Comuni campani per chiedere una gestione più equa e umana del fenomeno degli abbattimenti.
Sul palco sono intervenuti anche i sindaci di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, e di Serrara Fontana, Irene Iacono, entrambi impegnati nella ricerca di soluzioni legislative. La manifestazione si è conclusa con le toccanti parole della professoressa De Simone, che ha raccontato l’incubo vissuto dalla sua famiglia nonostante gli sforzi e le spese sostenute per regolarizzare la casa.
Gennaro Savio, portavoce del Coordinamento, ha ribadito la denuncia contro un sistema che, a suo dire, colpisce solo i cittadini più deboli, risparmiando invece la grande speculazione edilizia. “Questa non è giustizia. È una mattanza sociale da fermare subito”, ha dichiarato.
L’iniziativa ha acceso i riflettori su un tema che continua a lacerare il tessuto sociale isolano, alimentando un crescente malcontento tra le famiglie che rischiano di perdere la propria casa dopo decenni di sacrifici.






